mercoledì 23 maggio 2007

A CIASCUNO IL SUO ( I, 1967)
DI ELIO PETRI
Con GIAN MARIA VOLONTE', IRENE PAPAS, Gabriele Ferzetti, Salvo Randone.
DRAMMATICO
Leonardo Sciascia è stato uno dei più grandi uomini di pensiero del Meridione, capace di riflessioni acutissime sulla Sicilia e sulla mafia:i suoi romanzi, e i suoi racconti, oltre ad aver ispirato registi e sceneggiatori, sono potenzialmente dei trattati per capire certi lati oscuri della mentalità della gente di Cosa Nostra.Il quadro è quasi sempre pessimista, spesso nelle sue opere il malaffare vince e schiaccia chi cerca giustizia."A ciascuno il suo" ,diretto da Elio Petri nel 1967, è un apologo ambientato nella Sicilia agra vista altre volte sullo schermo: e lo struggimento di passione che attanaglia il professore Paolo Laurana, incauto e attirato in una trappola mortale dall'attrazione per una vedova piacente, coincide con la ricerca di una verità troppo scomoda per poterle sopravvivere."Era un cretino", come nel romanzo breve di Sciascia,viene sancito dagli amici degli amici a proposito del professore troppo curioso: il disperato bilancio di Petri porta alla considerazione che nell'immota natura della "sicilianità" dipinta dallo scrittore di Racalmuto, certi tasti non possono venire toccati, certe regole non possono essere cambiate, e la mafia può arrivare ovunque sotto forma di chiunque.Gian Maria Volontè e Irene Papas(che sguardo, gente!) sono funzionali al racconto, Salvo Randone compare in un intenso breve ruolo, e Gabriele Ferzetti conferma di essere uno degli attori più bravi nel dare corpo a personaggi infidi e infami.

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