lunedì 1 giugno 2009

LAWRENCE D'ARABIA (Lawrence of Arabia, GB 1962)
DI DAVID LEAN
Con PETER O'TOOLE, Omar Sharif, Anthony Quinn, Alec Guinness.
DRAMMATICO/STORICO
La straordinaria vicenda umana di T.H.Lawrence trovò un perfetto tramite cinematografico nella regia di David Lean, specializzato in un far cinema in grande, capace di miscelare storie intense ad una lettura epica della Storia e del percorso dell'Uomo. E Lean, come altre volte, ma qui specialmente, sottolinea la caducità come natura insopprimibile dell'essere umano, dato che avvia il racconto partendo proprio dalla morte di Lawrence, che avviene banalmente per un incidente in moto, dopo esser stato un personaggio di importanza storica, aver guidato controcorrente il corso delle cose, aver unito contro ogni previsione gli scollegati arabi contro la potenza turca.La sceneggiatura di Bolt, la regia di Lean non dimenticano di tratteggiare le ambiguità profonde, squassanti, dell'uomo Lawrence, e O'Toole, alla prima occasione importante, fa suo un carattere che a tratti sembra un alienato, altre un carismatico pilota degli eventi:la scena in cui Lawrence deve intimare l'attacco e, come un invasato, sembra quasi posseduto dall'ebbrezza della battaglia, è da antologia della recitazione. Come per altri personaggi che hanno avuto un peso nella Storia, finita l'avventura è giunta una conclusione meschina, praticata da chi sfrutterà i vantaggi delle imprese: nell'elaborare una non semplice lettura di una pagina importante, viene descritto come arbitro delle cose il Caso, che rende Lawrence vicendevolmente salvatore e carnefice, genio e schiavo delle proprie debolezze.Infine, il deserto come vero e proprio propagatore di emozioni, violento e bellissimo nella sua staticità, uno scenario favoloso per un film divenuto velocemente leggenda.

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