domenica 15 febbraio 2009

TOTO' E LE DONNE (I, 1952)
DI MARIO MONICELLI e STENO
Con TOTO', Ave Ninchi, Peppino De Filippo, Franca Faldini.
COMMEDIA
La filmografia di Totò è copiosa, anzi sterminata, e con tutti gli argomenti che la pullulano, potevano mancare in un titolo, abbinato al nome del comico, le donne? Qui l'interprete di tanto cinema che ci ha divertito si trova alle prese con donne di varie età e con cui è in vari rapporti. Però si avverte troppo la provenienza dai palchi del varietà di molte situazioni e battute,la commediola fila via meno spedita e ilare del consueto, e in prefinale, il diverbio tra Totò e Ave Ninchi, marito e moglie, è fatto di troppe frasi sbraitate e luoghi comuni in abbondanza, da risultare un pò uggioso.In definitiva, uno dei film di Totò appena vedibili, non tra i più divertenti.

X-MEN (X-Men, USA 2000)
DI BRYAN SYNGER
Con HUGH JACKMAN, PATRICK STEWART,HALLE BERRY, ANA PAQUIN.
FANTASTICO/AZIONE

In un universo così dispersivo, ricco di nomi, personaggi e sottotrame come quello degli "X-men", una saga tra le più complesse create nel mondo Marvel, e forse in tutto il panorama fumettistico, era facile perdersi per il regista Bryan Synger: il quale, invece, pur con limiti dovuti anche al breve tempo di elaborazione a disposizione, riesce a caratterizzare bene i personaggi, accennando, tra l'altro, a nuovi caratteri che diverranno importanti negli episodi a venire(infatti, l'Uomo Ghiaccio e Pyro sono qui ragazzini).La simpatia viene naturale per una serie che porta avanti da anni ormai il tema della difficoltà dell'integrazione razziale, sebbene condita da scontri tra creature meravigliose e mostruose, e le crisi anche all'interno della squadra dei "buoni", vengono trattate dal regista de "I soliti sospetti" con cura:buono il cast,nel quale , oltre agli "anziani" Patrick Stewart e Ian McKellen, spiccano il ribelle Hugh Jackman con gli artigli acuminati di Wolverine e Famke Janssen nella tuta della bella Jean Grey.Un pò frettoloso nel finale, ma il secondo episodio, cosa non frequentissima, sarà ancora migliore.
HOFFA:SANTO O MAFIOSO(Hoffa, USA 1993)
DI DANNY DEVITO
Con JACK NICHOLSON, Danny DeVito,Armand Assante,Carol D'Alessandro.
DRAMMATICO

Jimmy Hoffa è una figura su cui l'opinione pubblica americana si è divisa frequentemente, odiandolo o riconoscendogli conquiste coraggiose sul piano dei diritti dei lavoratori. Spesso accusato di essere legato alla mafia, e di essere colpevole di qualche delitto,Hoffa è stato portato sullo schermo almeno due volte(sempre che non facciano un film da "American tabloid" di Ellroy), e se nella versione di Norman Jewison era Sylvester Stallone ad impersonare il sindacalista di origine cecoslovacca(ma lì si chiamava Johnny Kovak), stavolta è Jack Nicholson a calarsi nei suoi panni.Il film di DeVito è ben montato, ma assomma parti di buon cinema d'impegno a cadute di tono sonore, e pure la presa di posizione sul personaggio è, quando non ambigua,poco condivisibile.Jack Nicholson si impegna con scafata bravura d'interprete nei furori e nella vis polemica del personaggio, e la sua prova è tra le cose da considerare positive del film.Ma siamo lontani dall'incisività di Stone, tanto per fare un esempio.
SPEED (Speed, USA 1994)
DI JAN DEBONT
Con KEANU REEVES, SANDRA BULLOCK, Dennis Hopper, Jeff Daniels.
AZIONE


Dotato di un avvio tra i migliori del cinema americano d'azione di sempre, tesissimo e incalzante,"Speed" regge bene i primi venti minuti, ma dal momento in cui l'agente spesciale keanu Reeves sale sul bus dove è installata la bomba che si innesca una volta passate le 50 miglia orarie, alla fine, si susseguono tante di quelle inverosimiglianze da far rimpiangere persino "Cobra" con Stallone.Di fronte a un attentatore che ha il ghigno perverso ormai semiautomatico di Dennis Hopper, il quale chiede tre milioni di dollari di riscatto,(e, considerati i danni provocati dalla squadra di teste di cuoio, tra mcchine distrutte, cantieri polverizzati, un aereo deflagrato, converrebbe dargli i quattrini e chiuso), il poliziotto ingaggia un duello a distanza all'ultimo incidente stradale.Il pubblico attonito assiste così a un autobus che viaggia su due ruote, che salta un tratto mancante di viadotto lungo 17 metri impennandosi e atterrando senza far scoppiare neanche un copertone(ma che gommai in America!), il cattivo Hopper che dovrebbe essere un genio del Male, e invece viene fatto fesso da un trucchetto dozzinale con una telecamera nel quale non cascherebbe neanche Emilio Fede, e dopo una serie interminable e stancante di pseudo-colpi di scena, il confronto tra il buono e il cattivo.Sul tetto di un vagone della metropolitana, ovviamente lanciato verso un binario morto, tralasciando il piccolo particolare che il metrò a Los Angeles, per paura del Big One, non ce l'hanno mai messo:qualche battutaccia che dovrebbe far sorridere suggella "Speed", un film che svilisce il cinema al livello del videogame, e nemmeno di prima qualita',che fece di tutto perchè un deluso pubblico uscente dalle sale frenasse la tentazione di prenderlo a pernacchie.
10)KIM BASINGER ( USA )
E' STATA DIRETTA DA: CURTIS HANSON/ADRIAN LYNE/BLAKE EDWARDS/ROBERT ALTMAN/ROBERT BENTON/TIM BURTON/HUGH HUDSON
HA LAVORATO CON:BRUCE WILLIS/RUSSELL CROWE/ALEC BALDWIN/BRAD PITT/MICKEY ROURKE/SEAN CONNERY/JEFF BRIDGES
E' stata il sogno erotico di quasi tutti i cinefili, e non solo loro, dal 1985 , per un buon decennio: la sua esplosione nel patinatissimo, ma efficace "Nove settimane e mezzo", fu paragonata a quella di Marylin Monroe, dalle consuete iperboli giornalistiche, però in effetti la splendida Kim folgorò l'immaginario maschile come è riuscito a pochissime. Oltre tutto, il talento d'attrice,nonostante numerosi tentativi di smontarla da prevenuti di facile scettiscismo, non le è mai mancato, è credibile sia nei ruoli drammatici, che nella commedia, per la quale ha uno spiccato senso dei tempi recitativi e un'espressività che non guasta. Caduta in disgrazia per aver receduto dall'interpretare "Boxing Helena" ( e fece bene, era inguardabile) si adattò ad interpretare qualche film di transizione prima di risalire la china dapprima sotto la regia di Altman, e poi con la conquista dell'Oscar come non protagonista per "L.A.Confidential": ha avuto numerosi sex-symbol maschili affiancati sullo schermo, è stata la prima bella di Batman, ha danzato con il nostalgico 007 di Connery, è stata la madre (troppo bella e smagliante,ammettiamolo) di Eminem nel suo esordio sullo schermo. Oggi, ad oltre cinquant'anni, interpreta appunto ruoli di madre giovanile e sempre affascinante, come per l'altra fulgida bellezza Charlize Theron: però è stata una delle non molte occupanti del paginone centrale di Playboy a divenire una vera stella ad Hollywood.

CHE COSA E'SUCCESSO TRA MIO PADRE E TUA MADRE?(Avanti!, USA1972)
DI BILLY WYLDER
Con JACK LEMMON, JULIET MILLS, Clive Revill, Gianfranco Barra.
COMMEDIA Wylder probabilmente era affascinato dal cinema dei colleghi della commedia all'italiana, quella entusiasmante degli anni Cinquanta e soprattutto dei Sessanta: si dice che cenò volentieri con Pietro Germi perchè era entusiasta dei suoi film, ma il regista italiano forse per soggezione, o per il suo carattere schivo, non riuscì a comunicare più di tanto con l'autore di "Sabrina". Ambientando una commedia delle sue a Ischia, Wylder piazza il fidato Jack Lemmon in una pochade fine, elegante, moderna e al passo con la permissività dei tempi, senza mai essere volgare. Forse la durata è eccessiva, ma "Avanti!" (è il titolo originale,riferito all'ordine sovente dato nel film quando bussano alle porte delle camere dell'hotel in cui si svolge maggiormente la storia)è di una levità impressionante, spiritoso, recitato benissimo, oltre che da Lemmon, da un'ottima coprotagonista quale la non bellissima ma graziosa Juliet Mills, e un impagabile Clive Revill nei panni del direttore dell'hotel complice del duo: capace di un umorismo eppur farcito qua e là di battute intinte nel veleno, è una commedia piacevolissima, che lascia il piacere di averla gustata, come un rinfrescante ottimo gelato.

venerdì 13 febbraio 2009

CI RIVEDREMO ALL'INFERNO (Shout at the devil,GB 1976)
DI PETER HUNT
Con LEE MARVIN,ROGER MOORE, Barbara Parkins, Ian Holm.
AVVENTURA
Stranamente un fabbricatore di best-sellers letterari come il sudafricano Wilbur Smith non ha avuto molta fortuna sul grande schermo, a confronto di colleghi quali, per dire, John Grisham e Stephen King, per rimanere tra quelli che hanno venduto tantissime copie dei propri romanzi. I libri di Smith ( ne ho letti un paio, e ho riscontrato sì una certa abilità di narratore, ma anche diversa superficialità e un che di razzista che me li rendeva molto poco appetibili, inoltre non ha il dono della sintesi) sono spesso ambientati nel Continente Nero, e non fa eccezione quello da cui è tratto questo filmone avventuroso girato da Peter Hunt, che esordì con il James Bond meno celebrato dell'intera serie, quello con George Lazenby, e che tuttavia si è sempre mantenuto ad un livello decoroso:benchè come appunto nei romanzi di Smith sia comune, ma il racconto dei due soci in affari che poi vengono uniti da parentela perchè il più giovane sposa la figlia del più anziano, passa per molte vicissitudini prima di compiersi l'intera vicenda. Tra i due divi protagonisti, la prima metà, che la butta più sull'ironico, vede Roger Moore più a suo agio che il gigioneggiante Marvin,mentre nella seconda, in cui il film diventa più marcatamente avventuroso e c'è di mezzo la vendetta del trio-famiglia contro il briccone tedesco da anni avversario del cacciatore ubriacone interpretato dall'attore di "Quella sporca dozzina", quest'ultimo recupera notevolmente. Un kolossal onesto, di cui rimane poco simpatica la sequenza della caccia agli elefanti, ma che è fatto abbastanza bene, pur senza raccogliere entusiasmi.