venerdì 31 ottobre 2008

VICKY CRISTINA BARCELONA ( Vicky Cristina Barcelona, USA 2008)
DI WOODY ALLEN
Con REBECCA HALL, Javier Bardèm, Scarlett Johansson, Penelope Cruz.
COMMEDIA
Lo ha ammesso in un'intervista, Woody Allen su gentile e costosa richiesta delle amministrazioni comunali è disposto ad ambientare un suo film in una città, con adeguata resa delle particolarità del luogo: da Londra il regista-attore approda a Barcellona, nel resoconto sentimental-sensuale di un'estate passata da due amiche americane e i loro sbandamenti d'amore. Curiosamente, ma nemmeno tanto conoscendo il buon Woody, la protagonista vera e propria è la non tanto conosciuta Rebecca Hall, mentre le star Bardèm, Johansson e Cruz sono importanti ma ad un certo punto specialmente del copione passano in seconda fila. Con sceneggiatori diversi da Allen, questa storia di rovelli di cuore e incertezze esistenziali avrebbe potuto condensarsi in venti minuti di proiezione, mentre così com'è ha una prima parte assai piacevole e fluida e una seconda in cui la voce narrante sopperisce troppe volte agli svirgolamenti del racconto e si conclude con un forte sospetto di tirato via, ancor più rimarcando la probabilità di un film realizzato senza l'ispirazione dei giorni migliori. Nel cast figurano bene soprattutto gli ispanici, con Bardèm che sfoggia il proprio fascino in una prova colma di mezze tinte, e la Cruz che in più momenti sembra rifarsi a modelli di femmina d'antan ma sempre efficaci quali la Loren e la Magnani: "Vicky Cristina Barcelona"è tutt'altro che un modo spiacevole di passare oltre un'ora e mezza, ma sembra anche uno spot extralarge sponsorizzato dal Ministero del Turismo...

giovedì 30 ottobre 2008

L'EROE DELLA STRADA ( Hard times, USA 1975)
DI WALTER HILL
Con CHARLES BRONSON, JAMES COBURN, Jill Ireland, Strother Martin.
AVVENTURA Probabilmente classificato come un B-movie al tempo della sua uscita, "Hard times" è l'esordio registico di Walter Hill, che punta su due campioni del cinema d'azione quali Charles Bronson e James Coburn, già insieme nei corali "I magnifici sette" e "La grande fuga" per un racconto ambientato negli anni della Grande Depressione: uno scommettitore in pugno agli strozzini e un duro combattente di boxe non regolare, avanti con gli anni ma invincibile. Il film è girato bene, richiama anche un titolo come "L'imperatore del Nord" di Aldrich ma in chiave più leggera, e Hill mostra già doti di buon narratore: lo scontro finale all'ultimo pugno tra Bronson e il campione avversario, che regolerà tutti i conti appassiona, e del tradizionalmente granitico interprete de "Il giustiziere della notte", da par suo sprecatosi in troppi action tutti uguali, davvero di seconda e terza categoria, rimane negli occhi quello sguardo pietoso e partecipe che rivolge al proprio antagonista. Coburn è sufficientemente ironico e smaliziato da attirare simpatia, "L'eroe della strada" è un buon esordio.

martedì 28 ottobre 2008

THE FLINTSTONES ( The Flintstones, USA 1994)
DI BRIAN LEVANT
Con JOHN GOODMAN, RICK MORANIS, Elizabeth Perkins, Kyle MacLachlan.
COMMEDIA


Storia gracile, scenografia più volte ingegnosa, trovate qua e là che spingono al sorriso,"The Flintstones"-film non è riuscito granchè, nel complesso: arriva stancamente a concludere i suoi esigui 84 minuti di durata, e sa talmente di preconfezionato da suscitare abbondanti sbadigli. Mette in condizione di recitare in modo poco convincente attori di buona levatura come Goodman e Moranis, che altrove hanno fatto egregiamente il loro lavoro.Anche l'effetto comico non è di prim'ordine:le cose migliori della pellicola sono certi effetti speciali ottenuti grazie alla computer graphic, e i gadgets che pullulano sul set, dai rasoi-mini dinosauri, ai gusci di tartaruga usati come caschi,da una sorta di suino-scarico del lavandino, a uno pseudopappagallo utilizzato come registratore. Di buon successo commerciale all'epoca della sua uscita, diverte solo chi non va oltre i nove anni di età.

lunedì 27 ottobre 2008

SFERA ( Sphere, USA 1997)
DI BARRY LEVINSON
Con DUSTIN HOFFMAN, SHARON STONE, SAMUEL L.JACKSON, Liev Schreiber.
FANTASCIENZA

Da un ennesimo best-seller miliardario di Michael Crichton ( che però al cinema non può vantare traduzioni di gran conto) un kolossal infarcito di grossi nomi, che al box-office non ha raggiunto cifre esaltanti. Il libro è un discreto romanzo di fantascienza, abbastanza avvincente, il film opta per una soluzione tra il filosofico e il metafisico, che probabilmente non ha soddisfatto sia i lettori nè i nuovi spettatori: girato abbastanza bene, anche se uno dei momenti più spettacolari del romanzo quale l'assalto alla navicella dei protagonisti dell'entità tradottasi in una piovra, in puro stile-Verne, viene proposto in un modo che non convince, "Sfera" può contare su attori di nome, che tuttavia non ci mettono niente di più che un apporto professionale. Stroncato ferocemente da buona parte della stampa, è un esempio di cinema d'intrattenimento forse troppo ambizioso , ma sufficientemente decoroso.

domenica 26 ottobre 2008

I SIMPSON-Il film ( The Simpsons-The movie, USA 2007)
DI DAVID SILVERMAN
ANIMAZIONE
COMMEDIA
Era prevedibile, dal piccolo schermo al grande, "I Simpson"hanno sbancato, con una versione "extralong" di una puntata qualsiasi della fortunatissima serie di Matt Groening , inventata alla fine degli anni Ottanta e divenuta un vero e proprio fenomeno di costume, tanto da far sì che personalità dello spettacolo e della vita politica internazionale abbiano accolto con soddisfazione il fatto di essere inseriti come personaggi veri e propri. Per numerosi fans, in verità, la versione per grande schermo è stata una parziale delusione: infatti, c'è chi ne ha lamentato la non eccessiva fantasia con cui sceneggiatori e creatori del telefilm si siano accinti ad un appuntamento così importante. Da noi il boom della famiglia gialla capeggiata dal mammalucco "middle man" Homer non è stato così immediato, nonostante i tentativi copiosi di divulgazione delle tv: comunque sia, il film dei "Simpson" strizza l'occhio alla causa ambientalista in allegro denigrar della società americana perfetta, sotto il dominio di GWB, infilando citazioni di film (valga quella di "Titanic" su tutte) con scioltezza. Il mondo degli omini dagli occhi tondi e grandi come palline da tennis è tuttavia divertente da vedere, e obbiettivamente si ha a che fare con un cartoon "pensante", al di là del forse eccessivo marketing che propone la produzione, visto e considerato anche che si tratta sempre di satira, in fin dei conti.

MERY PER SEMPRE ( I,1989)
DI MARCO RISI
Con MICHELE PLACIDO, Claudio Amendola, Alessandro Di Sanzo, Francesco Benigno.
DRAMMATICO


Fu un pugno allo stomaco, si parlò di neo-neorealismo e la critica iscrisse Marco Risi tra i nomi su cui puntare per l'immediato futuro, anche se negli anni e a causa di scelte sbagliate, il figlio di Dino non ha mantenuto le incoraggianti previsioni: ma "Mery per sempre", che con l'appena successivo "Ragazzi fuori" compone un dittico imperdibile sul mondo dei giovani della Sicilia povera e in mano alla mafia, che riporta in auge l'importanza del cinema di Rosi e compagnia bella, sulla forza della settima arte come oggetto di discussione e modo di affrontare problematiche sociali e civili. Il film interpretato quasi esclusivamente da ragazzi presi dalla strada, tranne Michele Placido e Claudio Amendola (Tony Sperandeo, qui all'esordio, fu lanciato da questo lungometraggio) apre uno squarcio su una realtà odiosa, su una società che corrompe in partenza nuove vite e fa crescere una gioventù prigioniera del marcio che vegeta tutto intorno. Risi equilibra la gravità del narrato con la vitalità disperata e più volte inducente al sorriso di certi aspetti naif dei ragazzi, ma gli affondi drammatici sono di quelli che non si dimenticano. Un applauso è da dedicare al cast in coro, e c'è l'occasione per la più bella interpretazione di Amendola, ragazzo sbagliato eppur in qualche modo personaggio commovente, che nella bellissima scena della fuga dalla polizia è al centro di una sequenza cinematografica da antologia.

sabato 25 ottobre 2008

BABYLON A.D. (Babylon A.D., F/USA 2008)
DI MATHIEU KASSOVITZ
Con VIN DIESEL,Melanie Thierry, Michelle Yeoh, Charlotte Rampling.
FANTASCIENZA/AZIONE
Alla faccia della lavorazione travagliata: "Babylon A.D." è stato preso, rimontato e pesantemente manipolato dai produttori, tra il protagonista Vin Diesel e il regista Mathieu Kassovitz ci sono state tensioni e disaccordi, lo stesso Kassovitz ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in cui afferma che fatica a riconoscere il film così come viene presentato. Certo, tutto ciò non è il modo migliore per promuovere una pellicola talmente costosa che deve rientrare nei costi: ed è quasi improbabile che ci riesca, visti anche gli scarsissimi incassi americani. Ora, pur ammettendo tutte le difficoltà di cui sopra, che dire di questo colosso se non che è evidente la sua natura di magniloquente pastrocchio? La trama è un intruglio prevedibilissimo, senza voli di fantasia, arraffando da "I figli degli uomini" e "Il quinto elemento" , per citare i depredati più famosi, le scene d'azione girate in modo confuso e rabberciate, due star del cinema di sempre come Depardieu e la Rampling utilizzati brevemente in una "marchetta" lautamente pagata, si presume, e una mancanza assoluta di originalità da lasciare inquieti. Certo che chi aveva visto un nuovo grande autore europeo dopo "L'odio" ha ben da ricredersi, eppure "I fiumi di porpora" era un esempio di film di genere niente male e adatto a tutti i mercati, difficile ora per "Kasso" rilanciarsi.