lunedì 11 agosto 2008

SHOOTER ( Shooter, USA 2007)
DI ANTOINE FUQUA
Con MARK WAHLBERG, Danny Glover, Kate Mara, Michael Pena.
AZIONE

Uomini d'azione, dopo le avventure di Ethan Hunt di "Mission impossible" e il Jason Bourne della trilogia da Robert Ludlum, come siete cambiati: un tempo il John Matrix di Schwarzenegger e il Rambo di Stallone non avevano l'obbligo di essere così complicati psicologicamente, bastava sparare più colpi dell'avversario di turno e si arrivava al finale trucidatori e contenti. "Shooter", che nelle intenzioni doveva forse rappresentare un rivale in incassi per Matt Damon e la sua spia con la memoria a pezzi, ma che non ha incontrato le stesse fortune ( in USA, perchè qui non sono mai andate granchè bene) : professionalmente parlando si può definire questo film un buon prodotto di intrattenimento, e riconoscere a Fuqua di aver fatto del suo meglio, perchè tutto sommato c'è una certa tensione narrativa che giustifica qualche spacconata inevitabile. Però la sceneggiatura prende troppa roba in prestito da altri classici del genere, da "Commando" ai "Rambo" , alla saga di Jason Bournbe appunto, per non rendere evidente che è sempre più difficile girare un film d'azione con qualche originalità, e però nello spettatore la sensazione di conoscere già la storia che scorre sullo schermo si fa sempre più forte, per poter apprezzare davvero questo tuttavia decente action movie, anche un pò troppo lungo nel minutaggio.

sabato 9 agosto 2008

THE KINGDOM ( The kingdom, USA 2007)
DI PETER BERG
Con JAMIE FOXX, Jennifer Garner, Chris Cooper, Jason Bateman.
AZIONE/DRAMMATICO

La cosa migliore di "The kingdom" sono i titoli di testa, che in pochissimi minuti sintetizzano la storia dell'importanza petrolifera e delle sue conseguenze sull'andamento delle cose mondiali nell'ultimo secolo. Inoltre, è il primo film che sottolinea il fatto che a compiere gli attentati dell'11 settembre furono dei sauditi, anche se poi venne scelto di fare la guerra a Afghanistan e Iraq, e la cosa , benchè palese, è stata praticamente omessa da gran parte delle ricostruzioni dei tragici eventi del 2001. L'ex-attore Peter Berg , che oggi sta cogliendo un successo miliardario con la commedia supereroistica "Hancock" con Will Smith, gira un thriller d'azione che tutto sommato si attiene a una relativa verosimiglianza del racconto, compreso l'attentato iniziale , che lascia sgomenti per come rende l'idea di una realtà ribaltata in poco tempo: i personaggi , agenti speciali USA in una terra teoricamente amica, che si ritrovano a dover sfuggire a numerosi infiltrati di una cellula terroristica, non sono affatto accattivanti, c'è qualche slabbratura di sceneggiatura ( il personaggio di Chris Cooper , ad esempio, è spesso lasciato sullo sfondo e dimenticato) e circola infine una vaga retorica patriottistica a ribadire una volta di più l'indispensabilità degli americani nel risolvere qualsiasi grave problema, ad ogni latitudine e momento. E dire che fino a più di metà pellicola si ha la sensazione di star vedendo un buon film d'azione con qualcosa di più originale da dire. Produce Michael Mann, che lo avrebbe realizzato diversamente, credo.

giovedì 7 agosto 2008

BANDITI A MILANO ( I, 1968)
DI CARLO LIZZANI
Con GIAN MARIA VOLONTE', TOMAS MILIAN, Don Backy, Ray Lovelock.
DRAMMATICO
Su uno spunto preso da una realtà appena recente, instant-movie tra i primi ad essere concepiti e realizzati in Italia, "Banditi a Milano" è la versione "seria" di tanto cinema d'azione all'italiana a venire: diretto da un autore stimato e capace come Carlo Lizzani, il film è girato nella primissima parte come fosse un reportage giornalistico, per poi ricostruire in flashback le imprese sempre più violente di Gian Maria Volontè e la sua banda fino alla sanguinosa sparatoria nelle strade di Milano. Lizzani inquadra ciò che la violenza porta a mutare nella società, innocenti che vanno al lavoro e non tornano a casa perchè trucidati dalla scelleratezza di chi ha scelto la delinquenza come via facile a soldi e agio, ma non per questo giustifica il ricorso al linciaggio e alla giustizia privata, identificando il proprio punto di vista in quello del commissario Tomas Milian: se Volontè tende ad istrioneggiare ( ma è bravissimo nel tratteggiare la progressiva megalomania del suo personaggio) il futuro Nico Giraldi alias "Monnezza" gioca di mezzi toni, e il film è modernissimo ancora quarant'anni dopo la sua uscita. Non è da meno dei classici americani d'azione la lunga scena di inseguimento in auto che precede il finale, e anzi, se la gioca col contemporaneo "Bullitt" per lievitare della tensione e abilità di montaggio.

martedì 5 agosto 2008

LA MALEDIZIONE DI DAMIEN( Damien-Omen II, USA 1978)
DI DON TAYLOR
Con WILLIAM HOLDEN, Lee Grant, Jonathan Scott-Taylor.
HORROR
"Il presagio", uscito sull'onda del nuovo cinema di terrore satanistico dovuta all'exploit de "L'esorcista", fu un successo mondiale.Quindi aspettarsi un seguito, a breve distanza, era come minimo prevedibile.Don Taylor, regista non molto estroso, confeziona una nuova storia con il ragazzo Damien, che qui scopre la sua vera natura, e perpetra nuovo male, e chi scopre la sua vera identità fa una fine precoce e violenta.La cosa più interessante della sceneggiatura è il disagio del ragazzo quando scopre di essere il figlio del Diavolo, che fa un parallelo non del tutto sballato con l'analoga situazione del Cristo de "L'ultima tentazione":le scene spettacolari e violente, con morti fragorose, non mancano, William Holden ripete il numero di Gregory Peck nel cadere affrontando il demonio e rimanere sconfitto.Emerge, tra l'altro, una nota misogina che qua e là affiorava anche nel primo capitolo.
CORAGGIO... FATTI AMMAZZARE( Sudden impact, USA 1983)
DI CLINT EASTWOOD
Con CLINT EASTWOOD, SONDRA LOCKE, Pat Hingle, Bradford Dillman.
AZIONE

Unico episodio diretto da Eastwood stesso dei cinque della serie con l'ispettore Callaghan, "Sudden impact" è uno di quelli più amati dai fans, e tuttavia è coerente con la fase meno felice della carriera registica del divo/autore, che include anche "Firefox" e "Gunny", con l'eccezione di "Honky Tonk Man": la storia portante, in realtà, è quella di una giovane donna che per vendicare lo stupro subito da lei e dalla sorella più giovane ad opera di un gruppo di degenerati anni prima li uccide con due colpi di pistola, di cui uno ai genitali, e l'ispettore Harry Callaghan segue le sue tracce, con l'intermezzo di qualche rapina sventata a suon di proiettili e altri nemici a complicare l'esistenza dell'ispido tutore della giustizia. Il prevedibile finale che scavalca ogni intento legalitario e premia invece la consueta giustizia-fai-da-te infiacchisce una pellicola che tutto sommato ha qualche buon momento di cinema d'azione, e l'ormai icona di genere Callaghan ha il suo momento speciale quando si staglia in controluce con tanto di pistola a canna lunga prima che i malvagi prendano il sopravvento. Celeberrima la battuta "Siamo in tre: Smith,Wesson...e me."

lunedì 4 agosto 2008

SWEENEY TODD ( Sweeney Todd,the demon barber of Fleet Street, USA/GB 2007)
DI TIM BURTON
Con JOHNNY DEPP, Helena Bonham Carter, Alan Rickman, Timothy Spall.
GROTTESCO/HORROR/MUSICALE

Da un musical desunto da una leggenda sanguinaria britannica, portato sui palcoscenici a fine anni Settanta, Tim Burton realizza il suo primo e autentico film musicale, in cui le canzoni imperversano e rappresentano il corpo del racconto, salvo qualche rado intermezzo in dialoghi: in Usa il progetto è piaciuto , gli incassi sono andati oltre i 50 milioni di dollari, che per un film truculento come questo non sono pochi, da noi,nonostante le numerose candidature agli Oscar dopo la prima settimana la nuova collaborazione Burton-Depp è andata giù. Dispiace quasi doverlo dire, perchè l'allestimento è notevole,costumi,scenografie e fotografia sono bellissimi, ma è forse il titolo dell'autore di "Big fish" meno convincente. Le musiche , testi compresi, non sono mirabolanti, il tema della vendetta , oltre che ossessivo, rende il film tendente al monotono, il ricorrere a un orrore da teatro del grand-guignol non fa di "Sweeney Todd" il capo d'opera che ci si aspettava, e in un cinema stilizzato e particolare, al quale l'ironia, per quanto inzuppata di umor nero non è mai mancata, il vivere esclusivamente di atmosfere angosciose non giova molto. Johnny Depp impersona il vendicatore al rasoio con la dovuta cupezza , mentre gli altri intepreti stanno troppo tra il buffonesco e l'istrionico per essere apprezzati: e l'avvitamento al liquido rosso e appiccicoso che nell'ultima parte costituisce la narrazione manca della progressione drammatica necessaria, anzi ripetendosi ad libitum in una meccanica presentazione di rasoiate e delitti assortiti che questo film livido,fosco, colto e senza fiducia alcuna nell'umanità dispone a cottimo.
LINEA MORTALE ( Flatliners, USA 1990)
DI JOEL SCHUMACHER
Con KIEFER SUTHERLAND, JULIA ROBERTS, KEVIN BACON,WILLIAM BALDWIN.
FANTASTICO
Ogni tanto esce un film con un gruppo di giovani attori che per la maggior parte diventeranno star o interpreti di riguardo: è successo per "Quella sporca dozzina", "I magnifici sette", "Breakfast Club" e anche "Top gun" se si vuole, e vi si può includere pure questo "Linea mortale" diretto da Joel Schumacher, successo consistente in patria alla sua uscita. Lo spunto, interessante, è che un gruppo di laureandi in medicina genialoidi e azzardosi voglia sperimentare su loro stessi una sorta di coma guidato, per avere una testimonianza di cosa accade alla mente nel momento in cui cessa di arrivare ossigeno al cervello: peccato che Schumacher non sfrutti le grosse potenzialità del racconto , e stia in superficie sulle paure e sugli spazi mentali dei giovani protagonisti, riducendo il film ad un thriller con spunti fantastici oltretutto con l'handicap di dover trovare per forza una soluzione consolatoria e un nuovo modo di affrontare le cose (circostanza però attenuata dal fatto che agli inizi degli anni Novanta il "ritrovare se stessi" era contenuto in metà delle sceneggiature hollywoodiane). Qualche momento di vera tensione non basta a far annoverare il film tra i migliori del genere fantastico dell'epoca, pur riconoscendogli qualche buona idea.