martedì 12 febbraio 2008

ROBIN E MARIAN ( Robin and Marian, USA 1976)
DI RICHARD LESTER
Con SEAN CONNERY, AUDREY HEPBURN, Robert Shaw, Nicol Williamson.
AVVENTURA

Dal regista che , anni dopo, immise una certa dose di umorismo nella saga dell'Uomo d'Acciaio, una rivisitazione della leggenda dell'arciere di Sherwood intrisa di affettuosa ironia, ma anche di struggente malinconia sull'invecchiamento , sull'amore che cambia di conseguenza all'età, sui miti della giovinezza e la coerenza di un ideale. Richard Lester si rifà alla versione letteraria che Alexandre Dumas romanzò sull'eroe che rubava ai ricchi per dare ai poveri, raccontandone la conclusione amara, pur tratteggiando il racconto con tocchi sorridenti: è un Robin Hood arrugginito quello che torna alla foresta con Little John dopo aver disobbedito a un Riccardo Cuordileone meschinamente feroce , per incontrare una Marian divenuta suora e apparentemente indurita negli anni in cui egli era assente. Sean Connery e Audrey Hepburn guidano un cast indovinato ( con un Robert Shaw efficacissimo a rendere i chiaroscuri della sua versione dello sceriffo di Nottingham) verso un finale in crescendo emotivo: dal duello , faticoso e violento, tra l'eroe e la sua nemesi, all'inquadratura finale di una natura morta, mentre l'ultima freccia vola alta è commovente.

lunedì 11 febbraio 2008

TREMORS ( Tremors, USA 1990)
DI RON UNDERWOOD
Con KEVIN BACON, FRED WARD, Reba McEntire, Michael Gross.
FANTASTICO/AVVENTURA

Là nel deserto vengono tirati giù ignari incauti che passano sulle dune di sabbia e vengono assorbiti e uccisi dal terreno , o da qualcosa che si cela sotto... Due tipi intraprendenti, Kevin Bacon e Fred Ward prendono l'iniziativa e scopriranno che vermi giganti e carnivori aspettano nel sottosuolo per cibarsi di chi cammina sopra il loro percorso, e provano a debellare la minaccia: lo schema è quello classicissimo degli animali mostruosi ed assassini fiorito negli anni Settanta, la differenza con questo B-movie ben curato di Ron Underwood, è la componente umoristica che affiora qua e là nella narrazione . Bacon e Ward , infatti, sono ben lontani dai classici eroi salvatutti, e gli effetti speciali sono di buon livello: valido per un'ora e mezza scacciapensieri, "Tremors" è un divertimento consapevole dei propri mezzi e non dispiace.
L'UOMO DELLA PIOGGIA ( The rainmaker, USA 1997)
DI FRANCIS FORD COPPOLA
Con MATT DAMON, Claire Danes, Danny De Vito, Jon Voight.
DRAMMATICO

John Grisham è uno dei "cavalli" più affidabili tra i creatori di best-sellers per i produttori delle case di produzione hollywoodiane: diverse volte i film tratti dai suoi romanzi, molte volte interpretati da attori di vaglia, quando non addirittura star, hanno totalizzato ottimi incassi al botteghino.Francis Ford Coppola, dopo l'insuccesso della commedia "Jack", portò sullo schermo questo adattamento con un cast nutrito e assortitissimo: oltre alla coppia protagonista Damon-Danes, il regista di "Dracula" mette insieme , in ruoli di diverso peso , Jon Voight, Roy Scheider ( proprio ieri scomparso), Danny De Vito, Mickey Rourke. Probabilmente il meno calcolatore e più idealista tra i legali-eroi del mondo letterario di Grisham, schierato contro l'impietosa macchina da guerra giudiziaria messa su da una crudele compagnia assicurativa, il giovane avvocato impersonato da Matt Damon riesce ad essere il "rainmaker" del titolo originale, il fautore di un miracolo contro ogni probabilità. Coppola dirige bene storia e interpreti, sebbene si abbia spesso la sensazione di un lavoro non personalissimo, e realizzato più per esigenze commerciali che per altro. Un legal thriller di buona confezione, oltretutto dalla parte dei tradizionali perdenti, che però non è all'altezza, cinematograficamente, di tanto cinema creato dall'autore.

domenica 10 febbraio 2008

MIRACOLO ITALIANO ( I, 1994)
DI ENRICO OLDOINI
Con RENATO POZZETTO, EZIO GREGGIO, NINO FRASSICA, ANNA FALCHI.
COMICO
Siamo alle solite:un'accozzaglia di scenette deprimenti, recitazione da spot di quarta categoria, e la scocciante constatazione per lo spettatore di aver sprecato tempo.Quando molti produttori di casa nostra si domandano(ora un pò meno, per la verità) come mai tanti film italiani non escono dai nostri confini, farebbero bene a prendere a modello un titolo come questo e fare un esamino di coscienza.Battute vecchie, scene ripetitive, non un accenno di regia, tecnicamente indecoroso (è spesso doppiato fuori sincronia, tra l'altro), con una sceneggiatura alla quale ha messo mano anche un nome illustre come Bernardino Zapponi, in cui le parole più ricorrenti sono "vaffanculo","frocio","cazzo".Un trionfo del cinema-bailamme, in cui tra i titoli di testa e quelli di coda è messo di tutto tranne in film degno di tale nome.
L'UOMO DAI SETTE CAPESTRI
( The life and times of judge Roy Bean, USA 1972)
DI JOHN HUSTON
Con PAUL NEWMAN, Ava Gardner, Jacqueline Bisset, Tab Hunter.
WESTERN


Un personaggio famoso del West, anche se non leggendario come Buffalo Bill, Geronimo e Wild Bill Hickock è stato Roy Bean, che fu, come capitò ad altri, molte altre cose prima di porsi dalla parte della legge: John Huston ne ha tratto un western non allineato, solo a tratti riproponente l'epica della Frontiera, più propenso a sbeffeggiare leggende e figure mitiche, con gusto aguzzo della satira. Paul Newman impersona con una buona dose di autoironia ( come gli capitava sovente negli anni Settanta) il protagonista, canaglia e idealista, profittatore e spavaldo, riuscendo nell'intento di delineare un uomo di talento ma ambiguo : in più, la salda sceneggiatura di John Milius elabora un carnevale di caratteri celebri della mitologia western, dandone una versione disincantata e sarcastica. Un film non molto ricordato, anche per il poco riscontro commerciale arrisogli, che comunque è una delle opere più interessanti dell'Huston maturo.
SOGNI E DELITTI ( Cassandra's dream, GB/USA 2007)
DI WOODY ALLEN
Con EWAN MCGREGOR, COLIN FARRELL, Sally Hawkins, Tom Wilkinson.
NOIR

Conclusivo (?) episodio della "trilogia londinese" di Woody Allen , dopo "Match point" e "Scoop", una virata al giallo per il cineasta che tanto ci ha fatto ridere ( e rimuginare): però, dopo gli alti lai sollevati per il thriller classista che due anni fa realizzò buoni incassi, per il prosieguo più brillante non sono state poche le recensioni senza entusiasmo, e pure per questo nuovo lavoro , si sono registrate più perplessità che buone parole. Secondo il sottoscritto, però, questo "Sogni e delitti", titolo italiano poco felice, è un noir più compatto del film con Jonathan Rhys-Meyers, e con un messaggio ancora più drammatico: se là era presa di miro la società bene, qui il discorso si concentra sugli effetti di una medesima mentalità avida fondata sulla grettezza d'animo e materiale sulla struttura familiare. E i due fratelli venuti dalla Londra meno abbiente Ewan McGregor e Colin Farrell si dibattono, sperdono e tormentano per nutrire i propri demoni personali,l'uno perennemente vagheggiante il grosso progetto che gli cambierà la vita, l'altro più con i piedi per terra ma mangiato vivo dal vizio del gioco: per risolvere i problemi di ricerca di denaro che li affliggono, devono commettere un delitto per aiutare lo zio d'America Tom Wilkinson ricco filantropo di facciata, gelido calcolatore pronto a commissionare la morte di chi gli è d'intralcio in verità. Il film non scappa di mano ad Allen, che cura in maniera eccezionale certi dettagli delle gestualità dei personaggi ( fate caso a quello sguardo d'intesa fuori sincronia tra Farrell e Wilkinson, così "reale"), che avvia la storia raccontata ad un epilogo tragico e ultrapessimista, proprio sulla barca che dà il titolo alla pellicola in originale. Lodare gli interpreti di una pellicola alleniana è cosa ormai quasi scontata, ma che attore straordinario è Wilkinson nelle tre scene a disposizione è bene sottolinearlo, e chi ha una buona conoscenza del cinema dell'autore di "Alice" noterà la non casuale ricerca dei volti delle attrici femminili, quasi sempre basate su due o tre modelli ( qui versioni differenti di Scarlett Johansson e Mariel Hemingway).

giovedì 7 febbraio 2008

COLPO DI FULMINE (I, 1985)
DI MARCO RISI
Con JERRY CALA', VANESSA GRAVINA, Ricky Tognazzi, Valeria D'Obici.
COMMEDIA
Marco Risi è un regista anche bravo oggi un pò smarrito, che ha realizzato qui un'operina gentile lontana dalle commediacce in cui si è soliti vedere Jerry Calà.Storia di un trentenne in caduta libera, che, separatosi dalla moglie, rimasto senza lavoro , si riduce ad essere ospite di un amico, si innamora della di lui figlia.Solo che la ragazza ha solo tredici anni.In questo racconto di un'unione che non s'ha da fare (e mi pare il caso), Risi conduce il gioco con delicatezza e regalando al comico veronese forse il suo ruolo migliore.Peccato che all'uscita "Colpo di fulmine"non abbia conosciuto un gran successo, e che Calà non sia più stato così convincente.