domenica 13 gennaio 2008

BLACK RAIN- Pioggia sporca ( Black rain, USA 1989)
DI RIDLEY SCOTT
Con MICHAEL DOUGLAS, Ken Takakura, Andy Garcia, Kate Capshaw.
POLIZIESCO

Sulle note della bellissima "I'll be holding on "di Gregg Allman ( che oltretutto, nel testo, esprime proprio il senso del film) si apre "Black rain", thriller poliziesco di Ridley Scott, che ritornò al successo dopo due "flop": salutato come un passo indietro da molta critica facilona, questo film d'azione che è parente di "Yakuza" di Pollack, con cui condivide l'interprete Ken Takakura, è uno dei più belli di un genere che ha sfornato fior di titoli interessanti. Storia di un uomo allo sfascio morale che trova la forza di riscattarsi e dare il meglio di sè a un passo dal punto di non ritorno, "Black rain" risente, probabilmente, dell'ambientazione fine anni Ottanta, dei quali si porta dietro una vaga databilità nella parte iniziale: dal momento in cui i due poliziotti Douglas e Garcia partono per Osaka, Giappone, Scott innesca un ritmo robusto e avvincente, al contempo tratteggiando densamente i personaggi. "Gaijin" ( barbaro) sdrucito e iroso, Nick Conklin è una delle migliori interpretazioni della star di "Wall Street" , variante senza controllo di un confronto di poteri in una terra sconosciuta, ermetica e incomprensibile. La "pioggia nera" del titolo è la conseguenza del bombardamento atomico Usa sul Giappone già sconfitto citato dall' "oyabun" ( boss malavitoso) Sugai al poliziotto nel dialogo che dà la svolta alla vicenda. Un poliziesco degno di un'antologia, una colonna sonora da ricordare.
ENTRAPMENT ( Entrapment, USA 1999)
DI JON AMIEL
Con SEAN CONNERY, CATHERINE ZETA JONES, Ving Rhames, Will Patton.
THRILLER/AZIONE

Nel filone dei ladri specializzati in furti impossibili, ecco la coppia Connery-Zeta Jones: la scommessa è , durante il Capodanno che sancisce il passaggio tra i due millenni 1000-2000, vincere un sistema ultramoderno di allarmi sulle torri di Kuala-Lumpur. La complicazione è che la bellissima sfidante della vecchia volpe Connery di vero mestiere è un agente FBI , il dilemma, anche per lo spettatore, è comprendere con chi lei stia facendo davvero il doppio gioco. Diretto professionalmente, ma senza voli, da un Jon Amiel che faceva sperare in cose più indovinate ai tempi di "Sommersby", il film scivola via curato e scorrevole, con qualche buona soluzione visiva ( ha ispirato più di uno spot la scena della donna in calzamaglia sexy che si insinua come una pantera tra i raggi degli allarmi, segno che ha colpito )ma con una certa prevedibilità di fondo. E' vero, l'alchimia tra l'ex Bond e la signora Douglas è innegabile, il film ne gode, ma resta un thriller superficiale e di mero svago.

venerdì 11 gennaio 2008

GIORDANO BRUNO ( I/F, 1973)
DI GIULIANO MONTALDO
Con GIAN MARIA VOLONTE', Hans Christian Blech, Charlotte Rampling, Bepi Maffioli.
DRAMMATICO/STORICO

Provenuto da Nola, Giordano Bruno fu un filosofo considerato ed ascoltato, che venne condannato a torture e rogo dalla Chiesa, in un'era in cui era avvezza a certe pratiche in nome del mantenimento del Potere: vittima di un gioco di forze colossali, Bruno fu venduto da un signorotto di Venezia che dapprima lo aveva ospitato per esibirlo ai propri facoltosi ospiti e poi spinto alla prigionia e ai supplizi per paura delle rivalse clericali. Giuliano Montaldo ha girato un film sontuoso, splendidamente reso visivamente dai colori e dalle ombre di Vittorio Storaro, che narra una fetta di Storia ben poco edificante e vergognosa per certe istituzioni, con vigore narrativo e impegno. Volontè dà una versione umanissima del personaggio-Bruno, mostrandone incertezze, paure e coraggio: un film che , a oltre trent'anni dalla sua uscita, mantiene tutta la passione con cui è stato realizzato, è un film che merita visione, e ricordo intenso.

giovedì 10 gennaio 2008

IL FUGGITIVO DELLA MISSIONE IMPOSSIBILE
( Wrongfully accused, USA 1998)
DI PAT PROFT
Con LESLIE NIELSEN
, Kelly LeBrock, Richard Crenna.
COMICO

Parodia senza freni, con citazioni a raffica, estrapolazioni nette da altri film, che in qualche momento sa anche essere divertente. Ma non basta l'arzilla verve di Leslie Nielsen a reggere il progressivo slegamento del film, che via via perde sempre più, fino a farsi noioso.Ed è un rischio in cui incappano spesso questi film comici costruiti sulla pura derisione di altre pellicole famose:il concetto è giusto, titillante.Spesso ci si adagia, però.E cala la palpebra, o si pensa ad altro.
THE DAY AFTER-Il giorno dopo ( The day after, USA 1983)
DI NICHOLAS MEYER
Con JASON ROBARDS, JOBETH WILLIAMS,John Cullum, Steve Guttenberg.
DRAMMATICO

A sorpresa, un film realizzato per la tv americana uscì nelle sale europee e divenne un successone, capace di surclassare pellicole progettate proprio per contendersi il primato stagionale al box-office: "The day after" creò una vera e propria ondata sensazionale, e fece discutere. E' uno di quei casi in cui un'opera conosce un'affermazione maiuscola più per gli argomenti sostenuti o presentati, che per i propri meriti reali: infatti è abbastanza evidente la concezione televisiva del lungometraggio, e la prolissità del racconto non aiuta a renderlo memorabile. Per di più, a detta di molti esperti, il film proporrebbe addirittura una situazione anche troppo ottimistica delle cose dopo un'esplosione nucleare: affidato ad uno stuolo di personaggi che vive ognuno a suo modo il disastro di un attacco realizzato con l'atomica, il film è emblematico di un'epoca che vedeva due potenze mondiali fronteggiarsi minacciandosi di schiacciare il fatidico pulsante rosso per prima. Meyer non è mai stato un gran regista, e forse in mano ad altri il risultato sarebbe stato ben più incisivo, ma le platee di allora si impressionarono molto e accorsero a visionare il giorno dopo la catastrofe più temuta.
NATALE IN CROCIERA ( I, 2007)
DI NERI PARENTI
Con CHRISTIAN DE SICA, FABIO DE LUIGI, MICHELLE HUNZIKER, Alessandro Siani.
COMICO


Tanto per evitare i soliti discorsi e commenti ( De Sica che rifà troppo spesso il verso a papà Vittorio, formula precotta ormai prevedibilissima, cinema fatto male eccetera), proviamo ad essere costruttivi: "Natale in crociera" è meglio di "Una moglie bellissima", tanto per dire. Se il film di Pieraccioni è di un'insulsaggine e di una trasandatezza sceneggiatoriale, interpretativa, umoristica tali da denunciare insieme la svogliatezza di chi l'ha confezionato e l'implicita convinzione che al pubblico pagante basti ciò che ivi gli vien mostrato per fargli passare l'ora e quaranta di prammatica, il nuovo cinepanettone parenti-desichiano ha un taglio più professionale del solito, e continua lo sforzo già emerso da tre edizioni della serie di tentare di essere meno volgari. E' vero che la parte interpretata da De Sica, Siani , Yespica e Brilli ripropone paro paro la ridda di equivoci con i medesimi ingredienti del protagonista bugiardo, cornificatore e cialtrone, ma c'è da dire che il protagonista viaggia con una precisione di tempi interpretativi e una verve da mattatore che gli va riconosciuta. Inoltre, nonostante qualche gag più insipida, tutta la parte che vede contrapposti l'amica degli animali Michelle Hunziker e lo scrittore alla moda misogino Fabio De Luigi propone sketch che sembrano presi dal mondo assurdo e paradossale dei Looney Tunes, come già era parso in "Natale a New York" per il bravo comico bolognese proveniente dall'orbita Gialappa. Certo, di qui a parlare di commedia riuscita siamo lontani, ma se si deve avere un'opinione intellettualmente onesta, e senza condizionamenti da pregiudizio, negare che qualche risata si sia fatta è sleale. E poi, gli sforzi migliorativi vanno sempre premiati.

mercoledì 9 gennaio 2008

IPOTESI DI REATO ( Changing lanes, USA 2002)
DI ROGER MICHELL
Con BEN AFFLECK, SAMUEL L.JACKSON , Sidney Pollack, Toni Collette.
DRAMMATICO

Forse Roger Michell non era il regista adatto ad una storia del genere, e sicuramente non lo aiuta la sceneggiatura, ed è un peccato perchè dal soggetto puro di "Ipotesi di reato", una piccola guerra lunga due giorni tra due uomini in una grande città , poteva venir fuori un film memorabile.Solo che ultimamente i film americani difficilmente hanno il coraggio di andare fino in fondo e darsi un finale amaro, e tranne qualche rarissimo caso vige una tendenza ad assolvere i protagonisti, qualunque azione abbiano commesso, un pò preoccupante.Recitato bene (stavolta è decoroso anche Ben Affleck),"Changing lane" incappa in un'idecisione di fondo che gli è nociva:troppo superficiale per essere un film drammatico dalle connotazioni sociali, è fin troppo blando per risultare avvincente come thriller.E per arrivare all'ora e mezza, o poco più , di proiezione, si tende un po'troppo a stiracchiare la vicenda.