venerdì 11 dicembre 2009

ZOMBI 2 (I, 1979)
DI LUCIO FULCI
Con TISA FARROW,IAN MCCULLOCH, Richard Johnson, Olga Karlatos.
HORROR

Con la saga dei morti viventi di George A.Romero non ha niente a che vedere,dato che qui si parla di voodoo e l'azione si svolge in Guadalupe(anche se è stato girato in Repubblica Dominicana):intitolato così dalla produzione,che cavalcò così il successo del recente "Zombi",è girato dallo specialista Lucio Fulci in fretta e con pochi soldi,come gli capitava sempre.Efficacemente lugubre nel riproporre l'avanzata lentamente letale degli zombies,il film è recitato abbastanza male specialmente dalla protagonista Tisa Farrow,vagamente assomigliante a Romy Schneider,e totalmente fuori registro;qualche effetto repellente,ma molto meno impressionante di quanto poteva sembrare all'epoca della sua uscita,per quanto Fulci sia stato uno che non lesinava certo le immagini rivoltanti.Probabilmente nel concetto di "Morti viventi" certe inquadrature hanno ispirato molto i disegnatori di "Dylan dog".La versione che circola in tv è tagliata in alcune sequenze.


lunedì 7 dicembre 2009

SUPERFANTOZZI( I, 1986)
DI NERI PARENTI
Con PAOLO VILLAGGIO, Liù Bosisio, Gigi Reder, Plinio Fernando.
COMICO Giunta al quinto capitolo, la saga fantozziana diviene un'epopea sulla teoria che di Fantozzi ne è affollata la Storia umana:e fin qui tutto bene, ma il primo flop della serie è giustificato da come il film si presenta. Scene viste,riviste come la sequenza in cui Fantozzi mangia di nascosto, cascate continue, botte in testa a profusione, il tutto si risolve in un para-remake di quel che la serie sul ragioniere più disgraziato di ogni tempo ha già proposto: proposto a Natale 1986, incassò assai meno degli episodi precedenti e parve essere la pietra tombale sulla serie, salvo risorgere un paio d'anni dopo con "Fantozzi va in pensione". L'impressione è quella di una svogliata ripresa delle catastrofiche disavventure del protagonista su un'intuizione anche valida, ma sprecatissima e messa insieme in un poverismo produttivo quasi insolente per il pubblico pagante.Villaggio si dà da fare ma qui sembra all'ennesima replica di numeri di antico successo, non c'è reale verve,non c'è ispirazione comica onesta. Il coro consueto dei vari Reder, Fernando e la rientrante Bosisio sembrano alle prese con copioni vecchi , figuranti stanchi e senza ruolo vero.
I GANGSTERS( The Killers, USA 1946)
DI ROBERT SIODMAK
Con BURT LANCASTER, Edmund O'Brien, Ava Gardner,Albert Dekker.
NOIR

Considerato un caposaldo del noir americano, prima ancora che si chiamasse tale, "I gangsters" è tratto da un racconto di Ernest Hemingway: imperniato su un racconto a flashbacks,tra l'altro molto fluidi nell'inserimento nella narrazione, il film racconta di un regolamento di conti, di un ex pugile non particolarmente intelligente perduto d'amore per una bellissima del giro sbagliato, dell'ineluttabilità del Fato. Robert Siodmak, che vanta perlomeno una manciata di film da memoria dei cinefili, si destreggia bene descrivendo rapidamente la perdizione del gaglioffo Burt Lancaster per la femme fatalissima Ava Gardner, l'avvio cupo che dà già il senso di quello che seguirà, il lato criminoso della storia. Fotografato splendidamente in un bianco e nero denso, "I gangsters" è una crime story molto elementale, adattissima a divenire un manuale per "come si gira un film noir":le interpretazioni sia di Lancaster che della Gardner sono intense, più di quanto l'apparentemente scarna dose di spazio e battute riservati ad ogni personaggio sembri fornire,e il film scorre via oliatissimo e piacevole.
CHI GIACE NELLA CULLA DELLA ZIA RUTH?( Whoever slew Auntie Roo?,GB 1971)
DI CURTIS HARRINGTON
Con SHELLEY WINTERS, Mark Lester, Chloe Franks, Ralph Richardson.
THRILLER
Se in "Psyco" la scoperta della reale condizione della madre di Norman Bates, uno scheletro mummificato con parrucca e vestito, era il punto d'arrivo del pathos della pellicola, in "Chi giace nella culla..." è l'avvio:la signora bene Ruth culla una bambina (troppo cresciuta,per la verità) sussurandole parole amorose, e poi ci viene mostrato cosa davvero sta nell'attrezzo per infanti, un cadaverino vestito di tutto punto. Nel filone dell'horror e cinema comunque da brivido che implica bambini e signore che rivelano anime perverse, il film di Harrington sta troppo sospeso tra atmosfere macabre soft e musiche quasi disneyane per convincere:Shelley Winters è credibile,ma pecca per eccesso, andando spesso troppo le righe, anche se era il suo stile recitativo. E rimane una domanda:siamo sicuri che la cattiva sia una povera disgraziata squilibrata che non ha mai superato lo shock della figlioletta morta per disgrazia, che fa paura sì ai piccoli, e sicuramente non le faremmo accudire un qualsiasi bimbo,e non i bambini che le fanno fare una fine piuttosto brutta? Sia lecita la perplessità....

venerdì 4 dicembre 2009

IL MARCHIO DI DRACULA ( Scars of Dracula, GB 1970)
DI ROY WARD BAKER
Con CHRISTOPHER LEE, Dennis Waterman,Jenny Hanley, Patrick Througton.
HORROR De "Il marchio di Dracula", tra le ultime apparizioni del carismatico Christopher Lee nell'elegante ma spettrale mise del vampiro più celebre di sempre, rimane impressa l'immagine della strage in chiesa con vittime sparse dappertutto, e poco altro. Oramai il ciclo Hammer era agli sgoccioli, e pure la rivisitazione del personaggio di Stoker, proposto in troppi episodi, cominciava a presentare sia la svogliatezza dell'interprete principale,che qui nella prima parte compare pochissimo, ma quando successivamente prende più spazio è comunque recitativamente a lunghezze siderali dagli altri attori del cast sia l'esangue, per rimanere in tema, ispirazione degli sceneggiatori. Di nuovo c'è una maggiore truculenza( comunque non esagerata) visto che chi viene ucciso dai vampiri viene sfigurato , e qualche rapida concessione di nudi femminili, visto che siamo pur sempre post-rivoluzione sessuale. Il manifesto sembra una copertina dell'allora celeberrimo periodico orrorifico-porno "Oltretomba".
2012 (2012, USA 2009)
DI ROLAND EMMERICH
Con JOHN CUSACK, CHIWETEL EJOFOR, Amanda Peet, Oliver Platt.
DRAMMATICO/AVVENTURA

Inutile che dia la parola di voler cambiare genere, a Roland Emmerich fare lo sfasciatutto di professione piace proprio:nonostante avesse dichiarato di non voler girare più film catastrofici per dedicarsi ad altro tipo di pellicole, è di questi giorni la notizia che stia progettando due seguiti di "Independence day". Basato sull'antica profezia Maya che inquadra appunto in tale data la fine del mondo, "2012" è stato definito il film in cui si vedono più cataclismi mai girato:dato che il tedesco autore di "Godzilla" nuova versione si preoccupa di far vedere Washington che va in briciole, maree devastanti, le Hawaai ridotte a lava e sia Rio de Janeiro che Roma cadere a pezzi, c'è da dargli retta. Se l'ottica è vagamente pro-ecologista( lo studioso mezzo matto Harrelson che però aveva previsto sia il silenzio della politica che la gravità dell'imminente situazione climatica), l'estetica, pur spettacolare, è proiettata verso la dimensione del videogame:molto meglio, tra i due, pur con la sua brava superficialità programmatica, "The day after tomorrow" che il buonismo di comodo con cui vengono mostrati i grandi Capi che democraticamente all'ultimo momento aprono le porte delle nuove Arche Spaziali a chi è riuscito ad arrivarvi ( e i milioni di persone cui è stato taciuto tutto?) e un'inclinazione alla ripetitività di situazioni e sequenze. A parte la domanda che sorge spontanea circa due telefonini che funzionano a lati opposti del globo mentre praticamente la crosta terrestre si sposta a tutta birra(tipo il Polo Sud su quella che poco prima erano gli USA), viene da chiedersi nel finale comunque speranzoso: e una volta sulle astronavi,che si fa? Risposta al 2013, tanto Emmerich lo conosciamo:un sequel l'ha già preventivato quasi di sicuro.

martedì 1 dicembre 2009

STAND BY ME-Ricordo di un'estate ( Stand by me, USA 1986)
DI ROB REINER
Con WILL WHEATON, RIVER PHOENIX, Kiefer Sutherland, Richard Dreyfuss.
COMMEDIA/DRAMMATICO

"Stagioni diverse" è una delle raccolte di racconti più celebri e in pochi anni adattate per il cinema di Stephen King:"Stand by me" è la versione cinematografica de "Il corpo", storia di un gruppetto di ragazzini che partono per scoprire se davvero un loro coetaneo è morto dopo essere scomparso in un bosco. Come sempre, l'ottica dell'autore di "Shining" riesce a porsi all'altezza dei giovanissimi quando esplora il loro mondo,le loro curiosità, la loro percezione un pò fantastica e leggendaria delle cose che li circondano; Reiner ne trae un bel film adatto sì ai ragazzi, ma che forse colpirà maggiormente gli adulti, per la riflessione profonda su un periodo della vita naturalmente indimenticabile, nel quale ci si sente già grandi senza esserlo (i protagonisti sono dodicenni) e spesso pare una fase non felice salvo scorgerne i lati più belli ripensandoci dopo, quando il tempo avrà messo una lunga distanza tra l'oggi e quei giorni. La vita che poi porta a disperdersi amicizie e rapporti non cambia però l'affetto e i legami nati tra chi vive a modo suo una grande avventura, magari fatta di qualcosa che al relativamente ottuso ambiente adulto non appare gran che di eccezionale, ma ha una dimensione fantasticamente inedita. In alcuni momenti vibra della vera poesia.