venerdì 11 settembre 2009

LA NOTTE DELL'IGUANA( The night of the iguana,USA 1964)
DI JOHN HUSTON
Con RICHARD BURTON, Ava Gardner,Deborah Kerr,Sue Lyon.
DRAMMATICO
Da un dramma di Tennessee Williams,che negli anni Sessanta fu grimaldello per indagare passioni segrete,turbe varie e sessualità irrequiete, John Huston trasse nel '64 questo film,con un cast di alto livello. Come gli accadde più di una volta in carriera, l'autore fece ammattire i produttori, visto che traccheggiava nel concludere le riprese perchè, come per il successivo "L'agente speciale Mackintosh", si era trovato talmente bene nella location di Acapulco che non voleva finire il girato. L'ex prete Richard Burton, che in sequenza d'apertura esprime la propria crisi morale,religiosa ed esistenziale ai fedeli che fuggono scandalizzati, si ritrova in un Messico caldo climaticamente,ma pieno di bollori sotto pelle in cui chi viene dall'esterno cade in tentazioni soffocate altrimenti. Intorno all'uomo,incapace di vivere appieno le la propria vita sessuale,vibra un girotondo di donne propositive e simboleggianti ognuna un eros e un indirizzo sentimentale,dalla giovanissima Sue Lyon(ancora più bella che in "Lolita") al ghiaccio bollente di Deborah Kerr,per giungere alla sensualità matura di un'Ava Gardner stupenda.E proprio colei definita "l'animale più bello del mondo" dà una prova di interprete straordinaria,donna apparentemente perduta che in realtà ha un animo raro, nella scena(per l'epoca fortissima,trasgressiva) in cui si offre ai due ragazzi sul bagnasciuga ma poi fugge in preda a un turbamento sentimentale è ad uno dei suoi apici di attrice,mentre Burton è sì valido,ma rispetto alle donne perde il confronto in verità e resa.La mossa migliore di Huston è l'aver messo nei ruoli attori che parzialmente possano mettere del proprio vissuto,assimilando molto dei propri personaggi senza apparente sforzo:il finale a modo suo lieto è quasi da commedia adulta, e dopo i tormenti mostrati prima, alleggerisce non di poco la visione.

giovedì 10 settembre 2009

FLUIDO MORTALE( The Blob,USA 1958)
DI IRVIN S.YEAHWORTH Jr.
Con STEVE MCQUEEN, Aneta Corseaut, Earl Rowe, Olin Howlin.
FANTASCIENZA
Divenuto proverbiale qui da noi per la trasmissione omonima di Enrico Ghezzi dalla fine degli anni Ottanta in poi, rifatto nello stesso periodo in USA, "The Blob" è considerato comunque un piccolo cult tra gli appassionati della fantascienza più classica. Girato in economia,vede un ammasso gelatinoso divorare tutto ciò che trova sulla propria strada, e il difficile,oltre che sopravvivergli, è trovare un modo di neutralizzare un mostro così informe e indefinibile. Se Steve McQueen rivela già qui un carisma da futura star del cinema,il film è divenuto famoso ben oltre i suoi meriti:diretto senza particolare verve narrativa dal non troppo conosciuto Irvin S.Yeahworth jr., "Fluido mortale" procede tra troppe ellissi di racconto,senza delucidarci molto sui giri della gelatina aliena e sul come si infili in posti strampalati per fare le sue vittime.Probabilmente per scarsità di budget, anche gli effetti speciali,pur fatte le dovute considerazioni sulla databilità del film, non sono granchè:un B-movie adolescenziale,con una buona intuizione di partenza,poi ripresa anche da altri titoli(vedi per esempio "Man in Black" e vari racconti di Stephen King) ma niente di più.

lunedì 7 settembre 2009

ALFIE( Alfie,GB 2004)
DI CHARLES SHYER
Con JUDE LAW,Sienna Miller,Marisa Tomei,Susan Sarandon.
COMMEDIA/DRAMMATICO
Nell'ampio saccheggiamento di sceneggiature del passato da riadeguare alla moda corrente per trarre nuovo profitto da idee antiche ma sempre valide,via libera anche per "Alfie", remake del piccolo classico del 1966 con Michael Caine playboy venuto dai bassifondi che si ritrovava a dover crescere tutto in una volta. Al posto dell'interprete di "Vestito per uccidere" c'è Jude Law,che ne riprenderà il ruolo pure nel rifacimento di "Gli insospettabili",e questo doveva essere la definitiva rampa di lancio per il biondo dagli occhi chiari che tanto alle donne piace: commercialmente non è andata molto bene,e l'attore non è divenuto poi la nuova superstar venuta dalla terra d'Albione. Scritto e diretto da Charles Shyer,abbastanza avvezzo a rifare commedie classiche, il film non è malaccio, però contraddice non poco il messaggio dell'originale:se l'Alfie di Caine era sostanzialmente un personaggio accattivante,ma che nella realtà non vorremmo conoscere molto volentieri,pieno di piccole malignità e bassezze, quello moderno è alla fine un figliolo insicuro,piacente e sfoggiante un savoir faire che lo rende ambito,però pronto ad un'agnizione finale che riconosce alle donne della sua vita il massimo possibile (per lui)della stima e della riconoscenza.E, gettata la simbolica cenere sul capo, si va avanti. A parte che appunto Law è anche troppo bello rispetto al più virile e meno canonicamente attraente Caine,c'è qui volonterosità,mentre nell'originale c'è un'interprete di gran valore:e i milioni di luci di New York che accompagnano e testimoniano le prodezze seduttive di Alfie non brillano certo di verità,rispetto agli opachi colori presentati dalla Londra del '66,ma sono le conseguenze della ricerca del glamour a tutti i costi.

domenica 6 settembre 2009

SEGNALI DAL FUTURO(Knowing,USA 2009)
DI ALEX PROYAS
Con NICOLAS CAGE,Rose Byrne, Chandler Canterbury,Ben Mendelsohn.
FANTASCIENZA
Che Alex Proyas non fosse proprio un allegrone ce lo immaginavamo già da "Il corvo",con cui esordì:"Segnali dal futuro" però è proprio una pellicola di fantascienza catastrofista,soprattutto nell'assunto, come da tempo non se ne vedevano. La storia si apre nel 1959,con i piccoli alunni di una scuola americana che disegnano,o scrivono,ciò che si aspettano dal futuro della Terra:ma una di loro butta giù un fittissimo insieme di numeri che sembra andare oltre lo spazio del foglio assegnato.Cinquant'anni dopo, la capsula metallica in cui sono stati messi tutti i lavori dei bimbi viene aperta e capita in mano del figlioletto dell'astrofisico,da poco vedovo, Nicolas Cage, che decodificando fortuitamente la sequela di cifre composta ,scopre che sono tutte date di disastri accaduti dopo il '59:sono indicati l'11 settembre,Lockerbie,Katrina,lo tsunami asiatico,e ad ogni data corrisponde la computazione delle vittime. A questo punto, il protagonista vuole cercare di capire cosa succederà ancora e a cosa alludono l'ultima enigmatica data indicata. Trovandosi in mezzo a un incidente aereo e ad un attentato nella metropolitana,il professore giungerà ad un'amarissima e sconvolgente verità."Segnali dal futuro" non è un film brutto come si poteva paventare,però se è vero che il finale,pur in una dimensione di stoica rassegnazione ad accettare un' inevitabile tragedia planetaria,si va avanti per troppi clichès.Ci sono: A)l'eroe che viene da una tragedia personale e si attacca troppo alla bottiglia;B)una troppo facile decodificazione del codice misterioso;C)guarda strano,quando le cose cominciano a farsi minacciose, il protagonista carica la pistola(cosa abbastanza assurda,vista l'entità delle cose che stanno accadendo). Il film si rialza nel finale, sulle note dell' "Allegretto" di Beethoven che accompagna le drammatiche sequenze di un'Apocalisse provocata dal Sole,mentre il protagonista,compiute le sue sofferte scelte,effettua un toccante ritorno alla propria famiglia."Knowing" si chiude su un segnale di speranza che però,qui,sa un pò di forzato,visti gli intenti dell'autore della pellicola.

venerdì 4 settembre 2009

BLADE:TRINITY(Blade:Trinity,USA 2004)
DI DAVID S.GOYER
Con WESLEY SNIPES,Jessica Biel,Ryan Reynolds,Parker Posey.
AZIONE/FANTASTICO
Se nei fumetti aveva conquistato una schiera di appassionati,ma rimaneva comunque un personaggio minore dell'universo Marvel, al cinema, almeno dal punto di vista commerciale "Blade" ha funzionato benissimo:ottimi gli incassi e ampie possibilità di sviluppo delle trame del mezzo uomo mezzo vampiro che dà la caccia ai succhiatori di sangue che sembrano invadere le nottate americane. Ogni capitolo della (fino a qui) trilogia ha avuto un regista differente,e difatti quello gestito da un director più "autore" è il migliore,nella fattispecie il numero due. Qui, benchè l'idea di affiancare all'agile ammazzampiri di pelle vestito i due aspiranti divi Jessica Biel e Ryan Reynolds non sia malvagia,si sente forte il respiro fiacco della ripetizione a scopo economico:le scene d'azione non sono mal girate ,di buona qualità gli effetti speciali, ma se il personaggio dell'alleato di Blade interpretato da Kris Kristofferson è evidente che esca di scena in modo forzato, la concezione di un'organizzazione ultratecnologica di vampiri affonda nel ridicolo, e via via che il film scorre,si ha sempre maggiormente la sensazione di prevedibilità della trama. Tra fari abbaglianti che polverizzano in un'esplosione di scintille i mostri assassini, spettacolari scontri a base di arti marziali, non viene da stroncare l'intera operazione, come molti spettatori hanno fatto, ma resta il pensiero che per concludere (forse?) la serie di Blade si sarebbe potuto essere un pò più originali.

TOMMY( Tommy,GB 1975)
DI KEN RUSSELL
Con ROGER DALTREY, Ann-Margret,Oliver Reed,Pete Townshend.
MUSICALE
A tutto cult:"Tommy" fu una rock opera di impatto creata dagli Who,la band inglese frapposta,per molti,esattamente tra i Beatles e i Rolling Stones per importanza e creatività, Ken Russell, il regista inglese più chiacchierato della propria generazione ne scrisse un adattamento per il cinema e la collaborazione tra il regista de "I diavoli" e Daltrey,Townshend & C. fruttò un film che i giovani amarono tanto. Se per certi versi si ritrovano echi dei successivi Pink Floyd di "The Wall" e "The final cut", si rintracciano omaggi(sberleffi?) a "Arancia meccanica" di Kubrick e "Easy rider" di Hopper, mettendoci pure un autocitazionismo notevole, e un ricorso alla parabola messianica che da un lato esalta il ruolo della (rock)star, dall'altra lo straccia e lo mette in ridicolo:interamente senza dialoghi, commentato solo dalle musiche e dalle canzoni, impreziosito dai numeri canori di Eric Clapton,Tina Turner,Elton John, e ,sì anche se sembra strano,Jack Nicholson, il film si avvale di una certa potenza immaginifica,di intuizioni registiche e visuali di razza,di un insieme sonoro ragguardevole.Se forse la lunghezza è eccessiva,non si nega a "Tommy" un carisma autentico di pellicola da ricordare nella splendida sequenza della corsa del protagonista attraverso gli elementi,della bravura di Ann-Margret( seducentissima) e di Oliver Reed,cantori non professionisti, ed un'immagine finale da brivido, che vede un sole lucente stagliarsi sul profilo di Tommy,finalmente libero di ogni pesantezza e legame opprimente in un'alba magnetica.

COCOON-L'energia dell'universo( Cocoon,USA 1985)
DI RON HOWARD
Con DON AMECHE,WILFORD BRIMLEY,STEVE GUTTENBERG,BRIAN DENNEHY.
FANTASTICO

Terzo film da regista per Ron Howard,e primo smash hit mondiale vero e proprio,nel segno di un cinema fantastico che in Steven Spielberg trovava araldo e fautore,"Cocoon" è una fiaba moderna che appassionò le platee:eppure non vi erano star in voga,ma caratteristi molto bravi e diversi in età anziana,fatto salvo l'allora rampante,poi persosi,divo di "Scuola di polizia", Steve Guttenberg. Vincitore dell'Oscar per il miglior non protagonista con Don Ameche, il film si mantiene su un equilibrio non facilissimo tra commedia fantastica e cinema di sentimento,mettendo in scena,come appunto "Incontri ravvicinati" ed "E.T." degli alieni antropomorfi che scendono a patti con l'umanità,anche se ne verranno parzialmente delusi dall'incancellabile egoismo. Howard tiene il freno a mano tirato nella parte tendente al commovente,e la pellicola ne beneficia,tuttavia giungendo a stuzzicare le sacche lacrimogene di molti spettatori giusto appena prima del finalissimo:e comunque,non è sgradevole l'ingenuità che si respira nel racconto, in un mondo in cui si parlava sempre più spesso di minacce nucleari reciproche tra uomini su contrapposte frontiere,e dà coraggio continuare a sperare in quel che di buono c'è in un essere umano.