sabato 11 aprile 2009

DELITTO A PORTA ROMANA (I,1980)
DI BRUNO CORBUCCI
Con TOMAS MILIAN, Olimpia Di Nardo,Nerina Montagnani,Bombolo.
COMMEDIA/AZIONE Basco calcato sulla fronte, occhi bistrati, riccioletti che escono dal copricapo, barba nera e poco colta, la bocca spesso socchiusa in un'espressione strafottente, "Monnezza" torna e si trasferisce provvisoriamente a Milano per soccorrere l'amico "de quartiere" Venticello, ladruncolo sventurato testimone involontario dell'assassinio di una bella signora che cornificava il coniuge:la serie riscoperta da qualche anno dai patiti del B-movie all'italiana stava prendendo la china dell'esaurimento fisiologico, ma ancora per una manciata di pellicole il commissario Nico Giraldi poteva tirare a campare. Qui mette i piedi sulla scrivania del questore milanese, gli fa un'improvvisata a casa e si mette a cantare sulla tavola, insieme ai facoltosi ospiti "La società dei magnaccioni", si improvvisa portiere di hockey e sta per tradire la compagna incinta del piccolo Rocky, che nascerà alla fine della storia, con un'entraineuse vistosa impersonata dalla pornostar Marina Lotar. Succo del tutto? Poca roba, ma come canta anche Milian, "ma che ce frega, ma che c'emporta".....
PRIDE AND GLORY-Il prezzo dell'onore(Pride and glory, USA 2008)
DI GAVIN O'CONNOR
Con EDWARD NORTON, COLIN FARRELL,Jon Voight, Noah Emmerich.
POLIZIESCO
Uomini in divisa, dentro corporazioni che dovrebbero garantire legge e ordine, o perlomeno la tutela della società e dei cittadini, ma in realtà corrotte o usate a fini personali di guadagno o pura prevaricazione, quante volte il cinema si è occupato di cose così?"Pride and glory" doveva essere realizzato nel 2002, ma la tragedia delle Torri Gemelle , fece ritenere ai produttori che non era certo il momento per presentare poliziotti in vesti del genere.Il cast messo insieme per questo thriller poliziesco, che vede questioni familiari intrecciarsi a un caso di corruzione che porta anche al delitto plurimo, è di quelli maiuscoli: due attori mediamente giovani ma con un bel curriculum alle spalle, più un caratterista visto diverse volte in progetti importanti ed una vecchia gloria hollywoodiana in un ruolo secondario ma molto considerato all'interno della trama.Peccato che da un potenziale grande noir metropolitano, con tanto di implicazioni antropologico-psicologiche,visti anche i rapporti tra i caratteri,sia venuto fuori un film fatto bene, ma appena corretto: la sceneggiatura va sul risaputo, che alcuni uomini con il distintivo abusassero dei propri poteri lo sapevamo già da "Serpico" e "Affari sporchi", e verso la fine la sceneggiatura offre il fianco un paio di volte alle critiche,mostrando appunto contraddittorio il personaggio del padre, interpretato da Jon Voight,e volendo in tutti i modi terminare in modo edificante con una presa di coscienza in ritardo ma decisiva del cattivo piedipiatti. Dispiace,perchè sia Farrell che Norton ci mettono impegno e il loro peso di star, ma "Pride and glory" non è un poliziesco che ricorderemo granchè.

LO STRANO VIZIO DELLA SIGNORA WARDH(I, 1971)
DI SERGIO MARTINO
Con EDWIGE FENECH,George Hilton,Cristina Airoldi, Manuel Gill.
THRILLER/EROTICO Sergio Martino ha diretto molti film con Edwige Fenech, qui gravita attorno al genere thriller argentiano, appena emerso come nuovo filone da incassi poderosi, infarcendolo di venature erotico-soft, con tanto di splendide grazie della bella interprete sfoderate ogni quando appare sensato agli sceneggiatori. Nella prima parte, che vede un maniaco di nero vestito imperversare ed uccidere efferatamente dei personaggi, il film appare meno peggio di quanto si potesse paventare, suggerendo un coinvolgimento della protagonista , che in passato ha avuto una relazione sadomasochistica con un uomo dal ghigno perverso e dai modi di trovare il diapason dell'eccitazione in modo abbastanza sconcertante,considerata anche la venustà oggettiva della signora Fenech. Poi il meccanismo si fa farraginoso, la soluzione, che scopiazza blandamente e poco verosimilmente un classico hitchcockiano che aveva una scena clou ambientata in uno scompartimento ferroviario, giunge ad un finale sconclusionatissimo, che vuole per forza, contro ogni logica narrativa,che chi ha ucciso venga punito, ma appunto, così ogni residua tensione va a ramengo...

venerdì 10 aprile 2009

SMS-Sotto mentite spoglie (I, 2007)
DI VINCENZO SALEMME
Con VINCENZO SALEMME, Luisa Ranieri, Giorgio Panariello, Lucrezia Lante della Rovere.
COMMEDIA
Tranne la pellicola del suo esordio come regista, "L'amico del cuore", per Vincenzo Salemme, che al teatro fa regolarmente il pieno (con merito, per quanto posso testimoniare), il successo non è arrivato copioso: fece quindi effetto questo "Sms", che risultò essere uno dei film italiani più visti nel 2007, una commedia che fece mettere prontamente in cantiere il successivo "No problem", che vedeva,l'anno seguente, riabbinarsi i nomi di Salemme e Giorgio Panariello, ma con esiti commercialmente più modesti. Per quanto riguarda la trama, non ci si scosta dal meccanismo della pochade innescata dagli equivoci, che dato l'avanzamento della tecnologia, anche nel campo di corna e stato di libido, parte da un sms inviato alla persona sbagliata, però al momento giusto. Salemme ha il difetto, come del resto lo ha Pieraccioni, di prendersi un attimo troppo sul serio quando si pone in veste di seduttore, Panariello gli tiene braccio con abilità, una volta tanto, e le belle Luisa Ranieri, un fascino d'altri tempi che fa ricordare talvolta la Mangano, e Lucrezia Lante della Rovere, la quale ha guadagnato in appeal con lo scorrere degli anni, sono credibili. Certo, la trama è cosa pochina davvero, qualche sorriso viene suscitato, e per arrivare al prevedibile scioglimento finale,con tanto di preteso colpo di scena in realtà piuttosto intuibile, non si evita qualche tempo morto:ma nel complesso della filmografia dell'attore e regista napoletano, c'è da lamentarsi meno del solito.

SPLASH!Una sirena a Manhattan (Splash!,USA 1984)
DI RON HOWARD
Con TOM HANKS, DARYL HANNAH,John Candy, Eugene Levy.
COMMEDIA/FANTASTICO
Affermazione decisiva per Ron Howard come regista, dopo un primo film passato abbastanza inosservato ( "Nightshift" con il compare di "Happy days" Henry Winkler), questa commedia fantastica incassò bene negli Stati Uniti ,un pò meno in Europa. Favola moderna con la bionda statuaria Daryl Hannah che si innamora del newyorkese di buon cuore Tom Hanks, "Splash!" è moderatamente divertente, piacevolmente sentimentale, sdolcinato ma non troppo, e avviato ad un lieto fine che appunto si tuffa,per rimanere in termini acquatici, in una soluzione fiabesca. Hanks mostra già qui la sua buona vena attoriale per la commedia(per i versanti drammatici lo scopriremo anni più tardi),gli fa da spalla il corpulento John Candy, Daryl Hannah fu un'apparizione di un certo impatto, e si nota nel ruolo dell'antagonista dell'eroe un buon attore brillante che solo molto tempo dopo troverà una sua riconoscibilità,Eugene Levy, l'occhialuto genitore della serie "American pie".

SQUADRA ANTIMAFIA (I,1978)
DI BRUNO CORBUCCI
Con TOMAS MILIAN, Eli Wallach, Lilli Carati, Enzo Cannavale.
COMMEDIA/AZIONE A suon di "pizze" (vedi alla voce "ceffoni") e "vedi d'annà affanculo"(non credo occorrano spiegazioni) proseguono le avventure del commissario sui generis Nico Giraldi alias "Er Monnezza", eroe delle terze visioni degli anni Settanta, e oggi riscoperto dai cultori del trash all'italiana:stavolta ci si sposta perfino in terra USA, infiltrandosi in una "famiglia" di mafia, contro il boss Eli Wallach. Bruno Corbucci ci mette mestiere,e Milian va sul risaputo, ma mica può sempre bastare. Le battute sono sgonfie, il ritmo non c'è, e sulla ripetitività di personaggi e situazioni non si lesina. Un'ora e mezza arrancante di cinema manifesto di serie C, messo insieme con animo da mestieranti, ma siamo proprio sicuri che si tratta di roba da elencare come di culto, pur a modo suo?

giovedì 9 aprile 2009

GLI AMICI DEL BAR MARGHERITA (I,2009)
DI PUPI AVATI
Con DIEGO ABATANTUONO, PIERPAOLO ZIZZI,LUIGI LOCASCIO,FABIO DE LUIGI.
COMMEDIA
Com'è risaputo, il progetto originario di "Amici miei" doveva avere per teatro Bologna, e non Firenze, poi, causa il passaggio di consegne forzato dalla sorte da Germi a Monicelli, le cose sono andate come sappiamo( e ci ha guadagnato in malizia, non lo dico per campanilismo). Pupi Avati, a sei mesi dall'uscita e dal buon risultato de "Il papà di Giovanna" gira una commedia corale al sapor di malinconia, come è suo tipico, con riferimenti non poco palesi al cinema appunto dell'autore di "Sedotta e abbandonata". La ricostruzione d'epoca è al solito curata, si respira nella pellicola lo spirito del cinema di quegli anni, ma se questa era la realtà , ha un bel dire chi bofonchia sul com'è peggiorata l'Italia rispetto al passato:poco belli e poco buoni si era, e così siamo oggi, ma Risi e De Sica,per esempio se ne erano accorti già agli albori di quell'era dorata che si ricorda come quella del "boom".Detto questo, pur riconoscendo ad Avati una cifra personale e una vena prolifica che ne fa un atipico nel panorama nostrano, "Gli amici del bar Margherita" strappa dei sorrisi, ma riassembla troppo da "Signore e signori", la saga di "Amici miei" e "Fantozzi" per risultare apprezzabile come lavoro a sè stante:in un cast complessivamente buono, convince meno di tutti il regolarmente ottimo Luigi Lo Cascio in un carattere del tutto sopra le righe che appare forzatissimo, e l'espediente della voce narrante è fin troppo presente per non insinuare nello spettatore il dubbio che l'autore sia poco convinto di riuscire a narrare ogni personaggio come vorrebbe.