domenica 14 dicembre 2008

UN DOLLARO BUCATO ( I, 1965)
DI CALVIN JACKSON PADGET ( GIORGIO FERRONI)
Con GIULIANO GEMMA, Evelyn Stewart, Peter Cross.
WESTERN
A bizzeffe,ne uscivano,di western realizzati da registi italiani e attori del medesimo paese,che usavano ribatezzarsi con nomi anglofoni,dopo l'incredibile successo dei film di Leone:un divo del genere fu anche Giuliano Gemma,giovane baldanzoso e prestante che si faceva chiamare all'epoca Montgomery Wood."Un dollaro bucato" non è stato tra i peggiori titoli di quella stagione,e addirittura ha un finale in cui monta un'effettiva forma di tensione:certo, ci sono rozzezze in sceneggiatura, e la recitazione dei comprimari non è di elevata qualità.Ma ci si può intrattenere senza annoiarsi poi troppo.
LA FIAMMA DEL PECCATO (Double indemnity, USA 1944)
DI BILLY WYLDER
Con FRED MCMURRAY, BARBARA STANWICK,Edward G.Robinson.
NOIR

Il "doppio indennizzo" del titolo originale riguarda una formula assicurativa. E infatti, in questo citatissimo classico di Billy Wylder una trama delittuosa ha come catalizzatrice un'assicurazione sulla vita, fruttuosa in caso di decesso di un congiunto di una dark lady. Più che altro, "La fiamma del peccato" colpisce per il taglio moderno del racconto, per l'oggettiva spietatezza del personaggio della Stanwick ( venato però da una passionalità femminile che lo impreziosisce), ma senza l'enfatizzazione conferita dagli interpreti dell'epoca ai ruoli assegnati,l'ambiguità fondamentale, anche nel fare il male, del protagonista Fred McMurray. Teso, diretto egregiamente e ottimamente recitato, è un giallo di valore, ma se confrontato ad un altro caposaldo dell'epoca ( e anche di sempre) come l'hawksiano "Grande sonno" sembra non avere quell'aura magnifica da pietra preziosa e colonna della settima arte. Ovviamente, parlo a titolo personale.

sabato 13 dicembre 2008

CHANGELING ( Changeling, USA 2008)
DI CLINT EASTWOOD
Con ANGELINA JOLIE, John Malkovich, Michael Kelly, Jeffrey Donovan.
DRAMMATICO

Strano atteggiamento dei recensori quello verso "Changeling", penultima regia di Clint Eastwood ( sì, perchè ai primi dell'anno uscirà anche "Gran Torino", dramma urbano che lo vede anche come protagonista): c'è chi lo ha amato ed esaltato senza riserve, chi lo ha apprezzato molto ma ha sottolineato che i titoli appena precedenti della filmografia eastwoodiana erano opere più memorabili, chi ne parla bene però precisa che "il vecchio Clint ci ha abituato troppo male con i suoi capolavori". Sostanzialmente, come si può evincere, è un film piaciuto molto, personalmente ho trovato qualche caratterizzazione d'interprete un pò troppo sopra le righe ( il poliziotto corrotto e senza pietà, ad esempio), e qualche lieve incertezza nell'avvio: per il resto siamo dalle parti del cinema di alto livello. Il dramma umano, morale e psicologico della giovane donna, ragazza madre nell'America del 1928 che si vede sparire il figlio e "rendere" un altro che palesemente non è il suo bambino per laidi intrallazzi politici di propaganda, e ribellandosi ad un'imposizione da parte del Potere così scorretta e abusatrice subire arresto, internamento in manicomio, e delizie del genere solleva interrogativi morali pesanti, e un'onesta indignazione a livello di coscienza non comuni da trovare oggi su uno schermo: in parallelo, Eastwood usa un binario narrativo sempre più attiguo a quello portante di cui prima, di un novello Orco, assassino di fanciulli, che si rivelerà decisivo per lo scioglimento del racconto. Oramai è riconosciuto lo status d'autore di un cineasta che in ogni film che gira immette almeno una scena di grande cinema. Eastwood ha il passo dei grandi classici che sicuramente ama, con una lettura analitica moderna, da intellettuale critico ma non cinico, con film di spessore e girati con gran gusto registico. Angelina Jolie, nella sua interpretazione più bella, offre la sua grazia diafana in un ruolo che offre il fianco ad un'interpretazione sopra le righe, e invece condotta con partecipazione e buona fibra d'attrice. Uno dei più bei lungometraggi della stagione, avvincente e riflessivo.

venerdì 12 dicembre 2008

A BETTER TOMORROW ( Yinghung bunsik, HK 1986)
DI JOHN WOO
Con CHOW YUN-FAT, LESLIE CHEUNG, Ti Lung, Lee Tse Ho.
NOIR
Titolo di culto per molti recensori sotto i cinquant'anni, "A better tomorrow" fece conoscere il nome di John Woo alla stampa internazionale e avviò una serie articolata in tre capitoli.Noir in salsa orientale, ovviamente , con numerosi scontri al calor bianco, il film diretto da Woo è piuttosto penalizzato da un'edizione italiana assai mediocre, che ne smorza un pò la piacevolezza della trama e del ritmo narrativo conferitogli dal regista di "Face/off".Punte di violenza non manano, ma non si scade mai nel truculento, sparatorie veloci e repentine , confronti risolti con il piombo, "A better tomorrow" tradisce però una certa databilità per l'allestimento ( soprattutto le musiche), inchiodando il film come figlio imprenscindibile degli anni Ottanta. Venti e passa stagioni fa poteva sembrare un gioiello di modernità, però se messo a confronto, "Vivere e morire a Los Angeles" più o meno della stessa stagione, è una sorta di manuale dell'action movie le cui pagine non sanno ingiallire....

venerdì 5 dicembre 2008

VERTICAL LIMIT ( Vertical limit, USA 2001)
DI MARTIN CAMPBELL
Con CHRIS O'DONNELL, ROBIN TUNNEY, Scott Glenn, Bill Paxton.
AVVENTURA

Di solito Martin Campbell realizza film d'intrattenimento di buon livello spettacolare e molto decorosi a livello qualitativo:"Vertical limit" è un carosello di inverosimiglianze, tra personaggi che non devono arrivare ai titoli di coda come se l'avessero stampato sulla fronte, e vaghi e goffi tentativi di lirismo, qualche ripresa tecnicamente eccellente non basta comunque a riequilibrare la pochezza della trama.La montagna, con il suo fascino e i suoi pericoli è da sempre un caposaldo classico del cinema d'avventura, a cominciare dal film con Spencer Tracy così chiamato( "La montagna", appunto):questo action-movie, con rocciatori che saltano come grilli da una cima all'altra offre ogni tanto il fianco al ridicolo, ed è tutto sommato un costoso giocattolone inoffensivo.

giovedì 4 dicembre 2008

NESSUNA VERITA' ( Body of lies, USA 2008)
DI RIDLEY SCOTT
Con LEONARDO DI CAPRIO, RUSSELL CROWE, Mark Strong, Golshifteh Farahani.
DRAMMATICO/AZIONE
Dalla fine degli anni Novanta Ridley Scott si è messo a lavorare con frenesia, girando in otto stagioni otto film, un episodio di un progetto corale sui disagi dell'infanzia nel mondo, e ritoccando la riedizione definitiva di "Blade Runner": a settantun anni l'autore di "Alien" sembra voler puntare all'Oscar da sempre negatogli, a parte un paio di nominations, anche se si sa che l'Academy difficilmente è equa e premia il film "giusto" di un regista importante. Per la quarta volta ingaggiato Russell Crowe ( e la quinta sarà "Nottingham", rilettura della leggenda di Robin Hood dalla parte dello sceriffo cattivo, in uscita in USA a novembre 2009) e per la prima Di Caprio, Scott ha girato un thriller drammatico con corpose scene d'azione, su due dipendenti della CIA, uno a dettare gli ordini, anche i più spietati, dall'ufficio e dal giardino di casa, l'altro a tentare di salvare la pelle tra una missione segreta e l'altra. A differenza delle avventure di 007( e comunque dall'avvento di Craig l'aria è cambiata sensibilmente), le spie qui fanno un lavoro sporco, giocano di bluff, sono responsabili di uccisioni e stragi, e addirittura ordiscono falsi attentati utilizzando cadaveri prelevati negli obitori ( la scena che fa più riflettere dell'intera pellicola). Scott, si sa, è un virtuoso della ripresa, eil suo cinema, per chi ama la magia del grande schermo, non lascia indifferenti: su una sceneggiatura di buon livello ma con troppa prevedibilità per sorprendere durante il racconto, rimane un parziale dubbio se il film sia troppo ponderato e a tesi per essere un action, se sia troppo movimentato per essere interpretato come una riflessione su meccanismi enormi e distruttori come lo spionaggio di quest'era, con annessi tutti i pro e contro della tecnologia. Anarchico onesto, Scott ci aveva già detto con "Le crociate", e questo vada a suo merito, che la situazione in Medio Oriente se gli atteggiamenti di tutti non cambiano, il sangue continua a scorrere e ogni equilibrio raggiunto è inutile per la complessità e la conflittualità che fermentano tra le popolazioni: se DiCaprio esprime bene le ambiguità e il tormento del proprio personaggio, Crowe sembra meno in palla del solito, e comunque il suo ruolo poteva essere interpretato da un buon caratterista, senza scomodare una star così costosa.

mercoledì 3 dicembre 2008

NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI-OGGI ( I, 2007)
DI FAUSTO BRIZZI
Con NICOLAS VAPORIDIS, Carolina Crescentini, Giorgio Panariello, Serena Autieri.
COMMEDIA
Dopo l'inaspettato successone di "Notte prima degli esami", atto primo in Italia della rievocazione degli anni Ottanta ecco pronto il sequel che attualizza ai giorni del Mondiale di calcio 2006 i personaggi visti nel precedente film di Brizzi, sostituendo Giorgio Faletti professore canaglione con Giorgio Panariello padre immaturo e fedifrago. Il seguito, che lancia un nuovo modello di modo di bissare un successo, è, se si deve essere onesti, meglio di "Notte prima degli esami", che era tra il fastidioso e lo stucchevole, ambientato malamente vent'anni prima con la logica ruffianissima delle canzoni d'epoca a cementare maldestramente l'operazione. Perlomeno, per quanto abbia la sua buona parte d'insulsaggine, questa commediola gracile ma non offensiva attinge dalle marachelle dei ragazzoni di "American pie", in versione molto più soft, il cast risulta più affiatato ( confermo che alcuni personaggi tutto sono fuorchè simpatici, vedi i due amici del protagonista), Panariello in vena di mezzi toni funziona meglio di Faletti, e qualche raro sorriso affiora. Certo, se questa è la commedia all'italiana di successo di questi anni, che bel lascito ai posteri....