martedì 8 luglio 2008

PATRICK ( Patrick, AUS 1979)
DI RICHARD FRANKLIN
Con SUSAN PENHALIGON, Robert Helpmann, Rod Mullinar, Bruce Barry.
HORROR
Sull'onda di "Interceptor", e dei film di Weir, giunse anche qui da noi questo horror che fu tra i primi film australiani ad ottenere visibilità sui nostri schermi, e all'epoca venne considerato da qualche appassionato del genere un piccolo titolo di culto. Diretto dall'esordiente Richard Franklin, successivamente approdato in America per intraprendere una carriera abbastanza anonima, se si esclude il non disprezzabile "Psycho II", il film è di una lentezza narrativa stordente, recitato in maniera dilettantesca ( il ragazzo del titolo ,che sembra un giovane Marcello Pera, ha gli occhi spalancati ogni volta che lo inquadrano , complimenti allo sforzo), gli effetti speciali tanto ben fatti da non risultare,praticamente, e ci si avvia allo showdown finale con la consolazione che tutto presto finirà. In Italia ne è stato prodotto un seguito non autorizzato, si dice di ancora peggior qualità, e la frase di lancio "Se questo film non ti spaventa...sei già MORTO!" lascia pesanti dubbi sulla sanità mentale di chi l'ha ideata.

domenica 6 luglio 2008

2013: LA FORTEZZA ( Fortress,USA 1992)
DI STUART GORDON
Con CHRISTOPHER LAMBERT, Loryn Locklin, Kurtwood Smith, Lincoln Kilpatrick.
FANTASCIENZA
A molti estimatori del "gore" il regista Stuart Gordon, con il delirante e sarcastico "Re-Animator" era piaciuto molto, ricco di accelerazioni splatter e orrori senza vergogna: al primo progetto a budget più alto, eccolo cimentarsi con un film di fantascienza non esente da qualche vago accenno horror, con un numero di personaggi esiguo, e una previsione di futuro nerissima. Non è comunque tutta colpa del solitamente poco interessante Christopher Lambert se "2013"è un dimenticabilissimo esempio di science-fiction, ci si mette pure l'allestimento, abbastanza modesto, e una tensione di racconto che puntualmente manca. La selezione crudele delle nascite degli uomini da parte dei gestori robotici della società poteva essere un'idea valida, ma lo sviluppo in sceneggiatura e realizzazione è alquanto deludente. In più, e con che coraggio è lecito domandare, ne hanno pure fatto un seguito....
LA BELLA VITA ( I,1994)
DI PAOLO VIRZì
Con CLAUDIO BIGAGLI, SABRINA FERILLI, MASSIMO GHINI, Giorgio Algranti.
COMMEDIA

Pura provincia italiana, alla fine degli anni Ottanta: Piombino,di fronte all'Elba, marcia bene, l'industria tira, una coppia di sposini ,con lei molto procace, vive bene la sua condizione non dorata, ma sufficiente a vivere tranquillamente. Poi giunge la crisi economica, e tutto va a rotoli, complice anche un terzo figuro, apparentemente pratico della "bella vita", in realtà cialtrone sputtanato... Paolo Virzì, per il suo esordio da regista, guarda a "Dramma della gelosia" e molta della cinematografia di Scola per la miscela di satira sociale e umana, analisi della società, costruzione drammaturgica e cura dei personaggi: in un periodo in cui certi malesseri di casa nostra non erano emersi così come lo sono invece oggi, il cineasta livornese si presentò da subito come un prosecutore della commedia all'italiana ficcante dei Risi,Monicelli , Comencini. Gli interpreti sono notevoli, dal Bigagli che vive sempre più soffrendo una situazione che gli sfugge progressivamente di mano, alla Ferilli bella e perfetta ragazza di provincia che si perde dietro a un incantatore di serpenti e le sue allegre banalità, comprendendo un Ghini perfetto in un ruolo di playboy da due lire che avrebbe fatto la gioia di un Mastroianni o di un Gassman d'annata. Graffiante, amaro e malinconico, ecco il primo passo di un regista oggi tra i migliori che abbiamo.

giovedì 3 luglio 2008

UNA SPINA NEL CUORE ( I, 1986)
DI ALBERTO LATTUADA
Con SOPHIE DUEZ, ANTHONY DELON, Leonardo Treviglio, Gastone Moschin.
DRAMMATICO
Ultimo lavoro di Alberto Lattuada per il cinema,storia di passione malata e tragedia incombente,"Una spina nel cuore" è però un film con nessuna scorrevolezza, con dialoghi di poco interesse, una recitazione del cast su cui è meglio sorvolare(ma Gastone Moschin , che forse ci ha abituati male nell'essere stato sempre un gran professionista,è ad una delle sue peggiori prove),e i protagonisti sono belli e inadeguati(e la bella Sophie Duez che fine ha fatto?).Un film vecchio nella costruzione,e nell'interminabilità di una trama che gira spesso su se stessa
IL PROF.DOTT.GUIDO TERSILLI PRIMARIO DELLA CLINICA VILLA CELESTE
CONVENZIONATO CON LA MUTUA ( I, 1970)
DI LUCIANO SALCE
Con ALBERTO SORDI , Evelyn Stewart, Ira Furstenberg,Claudio Gora.
COMMEDIA
Risultato miliardario per "Il medico della mutua" diretto da Luigi Zampa, all'epoca visto come una satira popolare ma efficace ( rivisto oggi ha molto del qualunquista, come diversi lavori con Sordi protagonista del periodo postsessantottino, quasi a ripicca delle idee troppo "rivoluzionarie" in voga), e repentino seguito uscito poco dopo: "Il prof.dott. Guido Tersilli...." non aggiunge granchè al modello originale, seppure l'oggetto della presa in giro del film è purtroppo tuttora di moda, vedi il tragico e recentissimo caso della clinica privata di Milano emersa ai disonori delle cronache nel mese passato. Sordi ci dà dentro con una delle interpretazioni più istrioniche della sua carriera, e da mattatore consumato, ottiene qualche risata dal pubblico per la verve, Salce amministra senza particolare impegno sceneggiatura e divo comico, da scafato frequentatore delle zone alte del botteghino, ma il film non decolla quasi mai, e il beffardo finale è una delle cose migliori.

martedì 1 luglio 2008

SABATO,DOMENICA E VENERDì (I, 1979)
DI FRANCESCO MASSARO, PASQUALE FESTA CAMPANILE, CASTELLANO & PIPOLO
Con LINO BANFI, ADRIANO CELENTANO, MICHELE PLACIDO, EDWIGE FENECH.
COMMEDIA
Alti incassi alla sua uscita, quasi completamente dimenticato oggi: è un destino comune a molte commedie all'italiana, con star del cinema brillante, qui nella formula che accorpa tre episodi differenti, in stile farsesco, con nomi celeberrimi quale Adriano Celentano, Edwige Fenech, Barbara Bouchet, Lino Banfi e la bella spogliarellista Luva Moore. Girato da specialisti del box-office, la raccolta di segmenti vede un impiegato dalla parlata pugliese che deve fare da tutor a un ingegnere giapponese che ha la venustà della Fenech ( proprio così, ma il responsabile del casting che aveva bevuto?); un camionista che si accolla una bella figliola per proteggerla dai familiari furiosi e poi se ne innamora, e infine il proprietario di un night club di successo alla "Moulin Rouge" che per non farsi scappare la starlette, la impalma. Non molte le occasioni di riso e sorriso, tuttavia non indecente nella ricerca di intrattenere il pubblico, è il solito carosello di smorfie ed espressioni risapute e belle donne a mostrare, ma senza esagerare, la mercanzia.
MR.BROOKS ( Mr.Brooks, USA 2007)
DI ALBERT A.EVANS
Con KEVIN COSTNER, William Hurt, Demi Moore, Marg Helgenberger.
THRILLER

Qualche lustro fa il cast di questo film si sarebbe annunciato "stellare": Kevin Costner, William Hurt e Demi Moore, insieme, avrebbero rappresentato un lancio straordinario poco dopo il '90. Ma si sa, i tempi corrono via, e le leggi dello star-system non fanno sconti a nessuno. Così oggi i tre ex-nomi pesanti di Hollywood sono impegnati nei ruoli principali di un thriller affidato a Albert A.Evans, il quale aveva girato quasi vent'anni fa un dimenticabile "Poliziotto in blue jeans",e anche qui dimostra di non saper gestire benissimo il materiale: se la sceneggiatura accavalla fin troppi potenziali incroci, mettendo la classica troppa carne al fuoco, nonostante il discreto spunto, ma complicando fin troppo gli intrecci tra i personaggi, il regista non sfrutta nè il pathos , nè la componente metaforica di un thriller su un americano indicato come uomo di successo che in segreto è uno psicopatico assassino molto lucido e impegnato a colloquiare con la propria metà oscura (sotto forma di un sarcastico William Hurt). La traccia, è evidente, viene da "American Psycho" di Easton Ellis, ma è un peccato che le prove tutto sommato valide di Costner,Hurt,e Moore non riescano a rendere del tutto credibile la storia, e che si proceda affidandosi troppo a deus-ex-machina e sottotrame che non collimano molto bene.