giovedì 3 aprile 2008

BALLATA MACABRA ( Burnt offerings, USA 1976)
DI DAN CURTIS
Con OLIVER REED,KAREN BLACK,BETTE DAVIS, Burgess Meredith.
HORROR
La casa maledetta, da praticamente sempre uno degli scenari e dei motivi di ispirazione per letteratura e cinema dell'orrore, è al centro anche di questo film di metà anni Settanta, che , pur sfoggiando un cast di prima qualità ( Reed, Black, Davis,Meredith) e avendo un discreto sucesso tra gli estimatori del genere per qualche anno, oggi è scivolato nel dimenticatoio. Caratterizzato da una fotografia opaca, quasi volta a smorzare luci e colore, "Ballata macabra" vede la distruzione di una famiglia di nuovi inquilini da parte di una splendida magione, purtroppo malefica, con piscina limacciosa e poco piacevole antistante. La storia, per niente nuova, si lascerebbe tuttavia seguire, ma Dan Curtis non imprime un ritmo narrativo sufficiente a sostenere un'espandersi di tensione necessaria a fare paura. La conclusione sardonicamente maligna è una nota di coerenza dell'horror di quegli anni che gli fa onore, ma non c'è molto altro da mandare a memoria.
TUTTA LA VITA DAVANTI( I, 2008)
DI PAOLO VIRZI'
Con ISABELLA RAGONESE, Sabrina Ferilli, Massimo Ghini, Valerio Mastandrea.
COMMEDIA/GROTTESCO

Lavoratori precari a questo punto possiamo considerarci quasi tutti, pare .Paolo Virzì , da autore acuto e erede dei grandi della commedia all'italiana come Monicelli e Risi prende un tema urgente che rappresenti bene problematiche palesi, e racconti un momento particolare da studiare tra qualche anno. E, visto che il regista livornese ha scelto un registro che progressivamente porta ad accelerazioni sfumanti nel grottesco, salta all'occhio che ci siano esasperazioni agli estremi, ma il sentore che oggi nelle grandi aziende , tra "motivatori" e rampantismi d'accatto, non siamo troppo lontani dall'agghiacciante quadro dipinto dall'autore di "Baci e abbracci" c'è. Il cast è funzionale e condotto benissimo, la protagonista Isabella Ragonese sa di vero, come la bellissima e sconclusionata ragazza madre Micaela Ramazzotti, con la collaborazione felice degli scafati Germano,Ferilli, Ghini e Mastandrea ( il personaggio più ironico della vicenda). Però "Tutta la vita davanti" non è collocabile tra le commedie, spesso il tono si fa inquietante, e tra una comunità di invasati, due personalità falsamente rassicuranti che in realtà annullano gli adepti, una giovane che mantiene una privata purezza nonostante l'atmosfera ammorbante, e il finale che vede la struttura perdere il vertice e crollare su se stessa, sicuro Virzì di non aver pensato a "Suspiria" scrivendo e dirigendo questo film bello e spinoso?
DIRITTO DI CRONACA ( Absence of malice, USA 1981)
DI SIDNEY POLLACK
Con SALLY FIELD, PAUL NEWMAN, Melinda Dillon, Barry Primus.
DRAMMATICO


Una delle tante candidature all'Oscar per Paul Newman, rigorosamente non conseguita dalla statuetta:qui è un personaggio in vista, che ha parentele strette con la malavita, ma in realtà non ha niente a che vedere con capi di accusa che lo vorrebbero coinvolto in brutte storie.Newman e Field reggono bene il loro confronto che per due terzi di film è la cosa migliore di "Diritto di cronaca", e il divo sostiene l'ambiguità obbligata del suo personaggio:peccato che Pollack non colga l'occasione per un finale più incisivo, e rassicuri troppo presto lo spettatore circa il protagonista e la sua natura.Non uno dei lavori più belli dell'autore di "Come eravamo", ma un buon film a metà tra il dramma sulla libertà di informazione e sul lecito di quanto può permettersi, e il thriller sulle motivazioni dei personaggi.

martedì 1 aprile 2008

PERFECT STRANGER( Perfect stranger, USA 2007)
DI JAMES FOLEY
Con HALLE BERRY, BRUCE WILLIS, Giovanni Ribisi,Gary Dourdan.
THRILLER

Benchè strombazzato non poco da stampa e media in generale, questo thriller a sfondo erotico, nel solco di "Basic instinct" e compagnia accaldata varia, è andato maluccio presso le platee internazionali, nonostante la promessa di momenti sensuali tra i protagonisti Halle Berry e Bruce Willis: che tuttavia non ci sono, e, nonostante la firma di James Foley, che pur qualcosa di decente in passato lo ha realizzato, "Perfect stranger" è un thriller floscio e fuori da ogni logica "gialla".A parte il cosiddetto colpo di scena finale, che viene messo in conto da uno spettatore razionale a neanche metà pellicola, ci si domanda per tutto il film perchè la bella Halle si incaponisca con veemenza a cercare il colpevole del delitto di un'amica affidandosi alla traccia dei contatti via chat. Ora, soprassediamo sul fatto che la polizia o gli investigatori siano del tutto assenti dalla storia, e che il personaggio di Willis appare anche troppo scontato come potenziale cattivo della faccenda: ma che metodo di investigazione sarebbe quello di basare interamente la ricerca dell'assassino su una pista fatua come la chat? Ma non sa, la giornalista Berry,che polizia e investigatori vari hanno accesso a tabulati e indirizzi internet?E , oltre tutto, che le cose non stiano come Foley vorrebbe lasciarci credere per quasi tutto il lungometraggio è intuibile troppo presto, basta avere un pò di memoria visiva per mettersi sulla giusta direzione: in conclusione, un giallo di poco conto, con Halle Berry ingolfata in un personaggio abbastanza improbabile, Willis svogliato a fare un piacione di maniera, Giovanni Ribisi , ambiguo amico della protagonista, è quello che ne esce meno peggio, ma c'è poco assai da salvare.
LA SIGNORA DELLA PORTA ACCANTO
( La femme d'a coté, F 1983)
DI FRANCOIS TRUFFAUT
Con GERARD DEPARDIEU, FANNY ARDANT, Henry Garcin.
DRAMMATICO
Strana, a volte curiosa, spesso crudele la vita. Basta uno scherzo del Caso, o del Fato, come preferite chiamarlo o indicarlo, e ci si può rituffare in un passato denso, pericoloso, che può annullare ogni futuro. Truffaut realizza una delle sue ultime opere, vista la successiva morte prematura, su una passione folle e infinita, tra due amanti antichi, che si sono lasciati per non saper vivere assieme, condotti solo da un fuoco annullante, indirizzati verso esistenze più tranquille con sposi amati, che davano la sicurezza,ma non la dimensione assoluta e irresistibile di una fiamma incontenibile. Dipanato con l'elegante semplicità di un grande narratore, che allo stesso tempo lascia crescere una tensione sorda e sempre più incapace di trattenersi, fino a un finale tragico, secco e per logica difficile da evitare, "La signora della porta accanto" è un film molto amato dai truffautiani, recitato con sapori di verità da un Depardieu sentimentalmente nevrastenico, e da una Fanny Ardant che qui venne lanciata come una vera star. Se i sentimenti possono essere anche nascosti, la passione dei due amanti protagonisti non dà requie, non lascia alternative, fa commettere cose strane e follie vere e proprie, annuncia e ammette Truffaut. Difficile dargli torto.
L'INFERNO SOMMERSO( Beyond the Poseidon adventure, USA 1979)
DI IRWIN ALLEN
Con MICHAEL CAINE, Sally Field, Telly Savalas, Karl Malden.
AVVENTURA

"La più spettacolare avventura del mare di ogni tempo" titola il manifesto del film:e va bene che ancora "Titanic"l'avremmo visto dopo diversi anni a venire, ma questo sequel de"L'avventura del Poseidon" non arriva nemmeno lontanamente ai livelli del riuscito film di Ronald Neame. Diretto dal produttore specialista di catastrofi Irwin Allen,"L'inferno sommerso" mette su una stiracchiata storia di predoni di un presunto tesoro presente sul relitto del transatlantico capovolto:benchè ci siano nel film fior d'attori come Michael Caine, Sally Field, Karl Malden,Telly Savalas, la storia funziona poco,i personaggi sono monolitici, e se qualche sequenza è comunque spettacolare, la storia non regge e non sta a galla, per usare una terminologia consona.Più violento del primo film, ma molto meno intelligente e saporito.
POPEYE-Braccio Di Ferro( Popeye, USA 1980)
DI ROBERT ALTMAN
Con ROBIN WILLIAMS, Shelley Duvall, Paul Smith, Ray Walston.
COMMEDIA/MUSICALE


Visti i risultati plurimiliardari del "Superman" di Richard Donner , perchè non adattare per il grande schermo anche il marinaio più famoso del mondo dei fumetti, il rissoso , iracondo e borbottante Braccio di Ferro, in origine Popeye per via dell'occhio guercio?Allestito come un misto tra commedia e musical, affidato a Robert Altman, che qui iniziò la sua decade di minor presa presso i propri estimatori, il film andò decisamente male al botteghino: attorniato da molti degli interpreti abituali del cinema altmaniano, venne lanciato l'eroe di "Mork & Mindy", il Robin Williams che qualche anno dopo diventò una star. Filologicamente il film ripropone bene il microverso inventato da E.C.Segar, e la messa in scena è comunque raffinata: per arrivare però allo status di cult-movie perchè "film sbagliato", a "Popeye" manca passione, una scintilla di entusiasmo percepibile, che vada al di là di un confezionamento sapiente, di una mano registica autoriale e in vena di divertissement. Peccato, perchè non è certo un'operina da buttare, ci sono cose divertenti, e l'effetto cartoon è voluto e vistoso. Ma qua e là si avverte stucchevolezza.