lunedì 4 febbraio 2008

GRUPPO DI FAMIGLIA IN UN INTERNO ( I, 1974)
DI LUCHINO VISCONTI
Con BURT LANCASTER, Silvana Mangano, Helmut Berger, Claudia Marsani.
DRAMMATICO

Questo film, venuto dopo il travagliatissimo "Ludwig", fu malvisto da molti recensori alla sua uscita per la scelta da parte dell'autore di farlo produrre all'editore Rusconi, riconoscibilmente di destra: Visconti , dopo una lavorazione tormentata e colossale, puntò su questo soggetto ambientato del tutto in un appartamento lussuoso di un palazzo borghese. Messo insieme un cast interessante, di cui Burt Lancaster è fulcro e insieme osservatore e protagonista, il regista apre un discorso acutissimo, considerato che , concepito trenta e passa anni fa è a tutt'oggi valido, sulla volgarità strepitante e programmaticamente ignorante di una nuova classe di arricchiti senza alcuna base. "Gruppo di famiglia in un interno" , se gli si perdona certe accelerazioni narrative verso la conclusione ( il destino del personaggio di Berger è un pò pressapochistico in questo senso) e l'assurda situazione erotica sulle note di "Testarda io" della Zanicchi (!), goffa e fuori luogo, è l'ultimo capo d'opera di un maestro del cinema, una riflessione amara e sconsolata sulla Morte che incombe, come chiaramente mostrato nell'ultima sequenza, davvero inquietante, di un Lancaster moribondo a letto, che percepisce i passi al piano superiore come quelli della stessa che viene a prenderlo e lascia affiorare tutto lo sconforto di un personaggio elegante e conservatore.

domenica 3 febbraio 2008

NIGHTMARE-NUOVO INCUBO( Wes Craven's new Nightmare, USA 1994)
DI WES CRAVEN
Con ROBERT ENGLUND, Heather Langenkamp, Miko Hughes, Wes Craven.
HORROR
Prima della commercializzazione definitiva della sua creatura di maggior successo nella pellicola che vedeva Freddie Krueger contrapposto a Jason Vorhees, Wes Craven tornò, quasi una decina di anni dopo l'uscita del primo della serie, a girare personalmente un'avventura del mostro dagli artigli assassini, con una variante precisa : realizzare un film nel film, riunendo gli interpreti degli inizi e creado una nuova capacità per Krueger di evadere dalle dimensioni, entrando nella realtà di regista e attori. L'idea, di per sè, è stimolante e intrisa di humor: curiosamente, però, a un regista spesso arguto e capace, non riesce di far fruttare le potenzialità notevoli dello spunto, e così, oltre a un tentativo di metacinema non particolarmente riuscito, siamo di fronte a un film sospeso tra la parodia e la rielaborazione del genere, tuttavia senza procedere convincentemente in nessuna delle due direzioni.

sabato 2 febbraio 2008

JOHNNY IL BELLO ( Johnny Handsome, USA 1989)
DI WALTER HILL
Con MICKEY ROURKE, Elizabeth McGovern, Ellen Barkin, Morgan Freeman.
NOIR


L'indole non si cambia, o un uomo che passa attraverso certe esperienze ne subisce l'influsso e cambia la propria personalità e la vita?Sospeso tra due punti di vista, quello dello sbirro che gli sta alle costole Morgan Freeman e il dottore che gli ha dato un nuovo volto e pensa che può rifarsi una vita, Johnny "il bello"(così chiamato perchè ha il volto deformato da una terribile anomalia genetica) è un piccolo delinquente che viene tradito assieme al suo migliore amico da due complici:il suo destino è tragico, ma un proprio riscatto gli è possibile.E' vero che "Johnny handsome" è uno dei migliori lavori di Walter Hill di sempre, c'è dentro la sua sensibilita'd'autore, il suo senso del ritmo narrativo, la bravura nel tratteggiare anche per immagini i suoi personaggi.Mickey Rourke non delude,anzi:dà i giusti toni al suo dannato dal cuore tutto sommato non corrotto, e fanno bella figura anche gli attori impegnati nei ruoli d'attorno.Avviato a una brutta fine, Johnny scopre di poter amare una donna ed esserne riamato, di poter comunque scegliere dove indirizzare la propria natura violenta:una riuscita ballata di malinconia metropolitana, che il regista di "I guerrieri della notte", dopo, non ha più saputo eguagliare.
L'EREDITA' FERRAMONTI ( I, 1976)
DI MAURO BOLOGNINI
Con DOMINIQUE SANDA, Anthony Quinn, Gigi Proietti, Fabio Testi.
DRAMMATICO
Dramma familiare ambientato nella Roma di fine Ottocento, "L'eredità Ferramonti" è più che altro la descrizione del piano di un'arrampicatrice sociale senza scrupoli, interpretata da Dominique Sanda, la quale riesce ad entrare nella famiglia Ferramonti, che si è arricchita con il patriarca fornaio, sposando il figlio più inetto, e conquistando , di letto in letto, i favori degli altri uomini di casa. Bolognini allestisce il racconto talvolta indugiando, anche quando il disegno della protagonista è già ben chiaro: recitato piuttosto bene da tutto il cast, il film si conclude lasciando lo spettatore non convintissimo di aver visto un'opera che abbia sfruttato appieno il proprio potenziale di epopea. E' uno di quei lungometraggi da apprezzare per la forma, ma che , stringendo, riesce a dire molto meno di quanto lasciasse sperare a un certo punto della visione.
FERMO POSTA TINTO BRASS ( I, 1995)
DI TINTO BRASS
Con TINTO BRASS, Cinzia Roccaforte, Gabriella Barbuti, Carla Solaro.
EROTICO

Negli anni Novanta, Tinto Brass ebbe un periodo di successo che trovò in "Paprika" il suo culmine: qui addirittura pose nel titolo, credo caso quasi unico in Italia, il proprio nome a suggello di garanzia per i fans, e, non contento, realizzò un trailer che lo vedeva sbavante e bramoso di fronte a tette, culi e altre beltà femminili. Il film è un collage di episodi corti che , a sentire il veneziano, sono tratti da lettere di ammiratori dei suoi lavori narranti esperienze realmente accadute. Lo spunto è da film porno, la recitazione da volontari del campeggio a Ferragosto, Brass si crogiola in un' epifania di carne nuda con cupidigia e entusiasmo: ci fosse anche un pò d'ironia, male non farebbe, ma si giunge alla fine con uggia e annoiati. Considerata la numerosità di belle donne presenti sullo schermo, risultato ancor più scadente.

venerdì 1 febbraio 2008

IL FANTASMA DELL'OPERA ( I, 1998)
DI DARIO ARGENTO
Con ASIA ARGENTO, JULIAN SANDS, Andrea Di Stefano, Nadia Rinaldi.
HORROR


Dal classico di Gaston Leroux, Dario Argento aveva, a grandi linee, già tratto "Opera":undici anni e quattro film dopo, il regista romano realizza proprio la sua versione del romanzo dell'orrore già ispiratore di numerosi lungometraggi,di cui il più celebre è a tutt'oggi quello con Lon Chaney.Recitato malissimo da una sempre fuori calibro Asia Argento, da un Julian Sands senza alcun carisma, per tacere di Nadia Rinaldi e Coralina Cataldi Tassoni, abbastanza improponibili, questo "Fantasma dell'Opera" argentiano ha un paio di sequenze indovinate, come quando i topi ricoprono letteralmente il folle Fantasma, più spesso scade in pretenziosità e ridicolaggini inopportune( gli ammazzatopi, per carità...) per esempio i due intellettuali che nel bordello si azzuffano per questioni letterarie.Argento presenta una varia crudeltà fine a se stessa, il film sbanda clamorosamente, fino a toccare i punti più bassi della carriera dell'autore di "Tenebre".Ci si annoia e ci si deprime per come uno dei talenti cinematografici più visionari del nostro cinema sappia buttarsi via in cose del genere.
LA SUPERTESTIMONE ( I,1971)
DI FRANCO GIRALDI
Con MONICA VITTI, UGO TOGNAZZI, Orazio Orlando, Veronique Vendell.
COMMEDIA
A volte, si sa, gli attori rendono un film più digeribile di quanto esso davvero non sia. E la bravura, oltre che l'alchimia tra Monica Vitti e Ugo Tognazzi, servono molto a migliorare l'effetto che "La supertestimone", che si regge su uno spunto più adatto a reggere la durata di un episodio che di un intero lungometraggio:Giraldi, regista non male con gli western-spaghetti, è meno a suo agio con la commedia di costume.Non divertentissimo, anzi, in un certo qual modo un pò triste.