venerdì 2 novembre 2007

IL BARBIERE DI RIO ( I, 1996)
DI GIOVANNI VERONESI
Con DIEGO ABATANTUONO, Zuleica Dos Santos, Irene Grandi, Rocco Papaleo.
COMMEDIA

Ritorno alla commedia pura per Diego Abatantuono, dopo qualche anno, che si impegna e riesce a strappare più di un sorriso, essendo una delle non molte cose positive del quarto film diretto da Giovanni Veronesi."Il barbiere di Rio" è un erede di quelle commedie degli anni Sessanta costruiti su misura addosso ai vari Sordi e Gassman, con scorci turistici di paesi lontani, situazioni abbastanza scontate, e qualche macchietta di contorno per colorare l'ambiente.Viene anche ripescato Mauro Di Francesco, uno dei comici meno brillanti degli anni Ottanta, nonostante gli alacri sforzi.Meno male che c'è la bella Zuleica Dos Santos a rendere più gradevole un film che non trova mai un ritmo adeguato.
ELIZABETH- The golden age ( Elizabeth: The golden age, GB/F 2007)
DI SHEKHAR KHAPUR
Con CATE BLANCHETT, Clive Owen, Geoffrey Rush, Samantha Morton.
DRAMMATICO/STORICO

Sette anni dopo l'affermazione di "Elizabeth", il regista Shekhar Khapur e Cate Blanchett tornano a braccetto sul luogo del delitto: è di scena, questa volta, la fase della vita di Elisabetta che vide l'assalto della Spagna all'Inghilterra sotto forma della famosa Invincible Armada, e in gioco ci sono gli scontri di religione, e ovviamente il potere sull'Europa.Considerato il momento storico attuale, il film acquista punti sottolineando la vacuità di argomenti di chi sferra guerre sante, a mò di giustificazione per i propri piani espansionistici, e non è affatto tenero neanche con il clero che volta le spalle al momento giusto a chi non gli fa gioco: forse, se si vuol trovare da recriminare sulla pellicola di Khapur, c'è da evidenziare un sospetto manicheismo nella descrizione degli spagnoli, sinistri e macabri senza sfumature. Però lo spettacolo è di quelli maestosi, con il gran senso dell'immagine che già si conosceva al regista, valga per tutte l'immagine straordinaria della regina ritta sulla scogliera su uno sfondo fosco, e le navi in fiamme al largo. Kolossal ben scritto e dialogato, "Elizabeth" atto secondo fa da ponte all'eventuale terzo capitolo che è stato praticamente già annunciato, e verrà tra qualche anno: Cate Blanchett si propone già da adesso tra le grandi papabili per l'Oscar della prossima edizione, ma tutto il film può concorrere, compresi i costumi, fantastici, le scenografie curatissime, la sceneggiatura corposa ma fluida. Una pellicola di quelle che una volta si chiamavano filmoni, va detto.

giovedì 1 novembre 2007

JENIFER ( USA, 2005)
DI DARIO ARGENTO
Con STEVEN WEBER,CARRIE FLEMING, Branda James, Harris Allan.
HORROR

Si era letto un gran bene di questa escursione argentiana nel progetto per la tv via cavo americana "Masters of horror", e c'è chi ne ha scritto come la "rinascita artistica" dell'autore; a vedere le prime impressioni sul nuovo suo lavoro uscito nelle sale "La terza madre" , le perplessità aumentano. Questo breve "Jenifer", quasi un'ora di durata, nello spunto e tra le righe aveva le potenzialità per essere un racconto d'orrore di buon livello, ma se si esclude l'avvio che immette subito nel vivo della vicenda, c'è da chiedersi dove si siano viste le condizioni per un nuovo corso del cinema dell'autore di "Inferno". Recitazione pedestre, dialoghi banali o nulli, situazioni assurde (notare quando la famiglia del poliziotto protagonista si accorge della mostruosità dell'ospite, con il figlio grande che guarda i seni della creatura e commenta...), e una prevedibilità ineluttabile che anticipa allo spettatore che ha una discreta conoscenza dell'horror come andrà a finire ad almeno mezz'ora dalla conclusione. Per un minifilm che dura un'ora, non c'è male, vero?
IL VOLPONE ( I, 1988)
DI MAURIZIO PONZI
Con ENRICO MONTESANO, PAOLO VILLAGGIO, Eleonora Giorgi, Enrico Maria
Salerno.
COMMEDIA

Arrivato a buoni esiti commerciali con i tre film diretti per Francesco Nuti, l'ex-critico cinematografico Maurizio Ponzi provò a ottenere altri bei risultati senza il comico di Prato."Il volpone" , anche se fa notare costantemente la sua derivazione teatrale, comporta comunque un dispiego di attori bene in parte che vivacizzano la storia;Montesano , chiamato ad assumere la parte del domestico manovratore e furbone, si cala con navigata abilità nel ruolo, e ben figura Villaggio moribondo fasullo.Certo, un pò di staticità in meno avrebbe giovato non poco al film,che non entra negli annali ma comunque è un passatempo gradevole.
IL TEMPO DELLE MELE 2 ( La boum 2, F 1982)
DI CLAUDE PINOTEAU
Con SOPHIE MARCEAU, PIERRE COSSO, Claude Brasseur, Brigitte Fossey.
SENTIMENTALE

Il successo portentoso del primo film con le avventure sentimentali dell'adolescente Vic(Sophie Marceau) e della sua inquieta famigliola(sempre per star dietro al cuore) non poteva non generare un seguito:il film racconta la scelta della protagonista a proposito della "prova d'amore" da dare al giovine che le ha fatto perdere la testa(Pierre Cosso, pronto ad invadere i diari e le pareti delle camerette delle ragazzine del tempo), e pre-"Flashdance", la preparazione al saggio per l'Accademia di danza della sorellina della ragazza.Ovviamente,va tutto bene, ognuno finirà in bellezza, e la canzone "Your eyes" dei mai più riemersi Cook Da Book gravita su tutta la situazione(ma non ripetè del tutto l'exploit di "Reality" di Richard Sanderson,vera colonna sonora di tutte le festicciole a quell'epoca).Alla fine, c'è chi molla i bagagli sul treno per correre ad abbracciare il proprio amore quando tutto sembra perduto.E noi che stiamo a vedere?Ecco, ne prendiamo atto, ci alziamo da sedere e cerchiamo un caffé per svegliarsi...
PARENTI SERPENTI ( I, 1992)
DI MARIO MONICELLI
Con ALESSANDRO HABER, MARINA CONFALONE, PAOLO PANELLI, CINZIA LEONE.
COMMEDIA

I detti popolari, si sa,spesso si applicano efficacemente alle cose che viviamo:e il modo di dire che è anche il titolo di questa commedia maligna di Mario Monicelli, è purtroppo una verità molto frequente, anche nelle migliori famiglie.Secondo insuccesso consecutivo in una sola stagione cinematografica, nel 91/92(l'altro era stato "Rossini, Rossini"),"Parenti serpenti" è una commedia corale con qualche situazione gustosa, sorretta da un cast funzionale e spesso ben diretto, ma non morde come avrebbe dovuto.Perchè la conclusione è davvero impietosa e cattiva come avrebbe dovuto, la carica al vetriolo del regista toscano non intende risparmiare nessuno dei personaggi, l'ipocrisia presente fin dall'inizio si tramuta in una bieca e silenziosa inumanità , ma non si ride troppo, e il ritmo narrativo, fluido all'inizio, conosce un sostanzioso appannamento prima di metà film.La migliore del cast è Marina Confalone, moglie tradita di un cretino falso e porcone.
TUTTA COLPA DEL PARADISO ( I, 1985)
DI FRANCESCO NUTI
Con FRANCESCO NUTI, ORNELLA MUTI, Roberto Alpi, Laura Betti.
COMMEDIA

Per me, poteva diventare uno degli autori più bravi del cinema italiano.Se non fosse stato troppo narcisista, pigro, se non si fosse perso in tunnel personali di difficile risoluzione:ma a Francesco Nuti il talento non manca.Questa favola moderna ha un piglio leggero gradevolissimo, e si fa perdonare qualche ingenuità con un uso inconsueto della tenerezza per una commedia italiana, che evita di cadere nel compiacimento melassoso, a parte la colonna sonora un pò ruffiana.I riferimenti chapliniani( sì, proprio!) su questo reietto dalla società ( rappresentata da una sprezzante, e bravissima, Laura Betti) che parte per riprendersi il figlio e una vita interrotta dal carcere, che manda a monte i suoi progetti per non sciupare una famiglia bella, ci sono.E ci sono nella scena in cui Romeo, il protagonista, riesce a vedere lo stambecco bianco, creatura ricercata e impossibile da trovare:respinto da tutti, l'animale si lascia vedere solamente da chi è emarginato come lui.E quando il film finisce, come accade per un libro che ci è piaciuto, da un lato si prova piacere perché abbiamo appreso come la storia finisce, dall'altro cresce un pò di malinconia perché tocca lasciarlo.A proposito, si ride anche(scena del pullman in salita su tutte).